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mercoledì 22 febbraio 2012  

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Intervento in aula:Situazione Porrettana 18.04.2011

SITUAZIONE DEL PERCORSO FERROVIARIO DELLA LINEA PORRETTANA.  ORDINE DEL GIORNO PRESENTATO DAL GRUPPO PDL.

IL CONSIGLIERE SIMIONATO PRENDE LA PAROLA E COSI’ INTERVIENE

Presidente, Sindaco, colleghi Consiglieri e cittadini, ho sentito da chi mi ha preceduto tanti discorsi di buonsenso, cose tutte molto condivisibili. Noi non abbiamo presentato come movimento un ordine del giorno, perché ce ne erano già parecchi e in effetti più o meno tutti dicono la stessa cosa a grandi linee, quindi non ci sembrava il caso di presentarne un altro simile. Speriamo che da tutti questi poi si arrivi a un unico documento, un unico ordine del giorno unitario, da portare poi in Regione, con il quale si possa avvicinarsi a una proposta di soluzione, per quanto che l’ordine del giorno – lo sapete meglio di me – “non serve a niente”, perché è un’indicazione di tipo politico, è un segnale, però poi di fatto c’è il timore che possa restare carta e basta.

Noi che siamo sul territorio sempre presenti con i cittadini e siamo abituati a parlare con la gente, a sapere quali sono i loro problemi, perché siamo sempre con i banchini nelle varie piazze e nelle varie strade del centro nei giorni di mercato e abbiamo il polso della situazione, abbiamo saputo tra i primi quello che la Regione aveva fatto, questo cosiddetto ridimensionamento della linea ferroviaria. Parlare di ridimensionamento, dire ridimensionamento è dire un eufemismo, perché levare 12 corse non è un ridimensionamento: è stato un taglio vero e proprio, che ha messo in grande difficoltà tutta l’area della montagna e tutti i paesi che sono toccati dalla linea Porrettana.

Noi ci siamo mobilitati immediatamente con raccolte di firme, ci siamo mobilitati in Regione, come ha detto il nostro Consigliere con interrogazioni, mozioni, in Provincia con una mozione sempre a favore della Porrettana contro i tagli, a livello comunale già mesi fa si parlò di questa cosa e io ricordo che già allora proposi di considerare questa linea anche dal punto di vista turistico, visto che attraversava una zona panoramica, oltre a considerarla anche come servizio per i cittadini, perché non dimentichiamo che ci sono pendolari, gente che va per lavoro avanti e indietro e che ha bisogno di questa linea. Non possiamo pensare di sostituire la linea ferroviaria con gli autobus o con il Copit, perché specialmente d’inverno, e poi provare per credere, quando ci sarà la neve, voglio vederlo un autobus arrivare a Corbezzi o in altri posti simili! Sarà difficilissimo, anzi impossibile.

Noi siamo molto attenti alle esigenze degli utenti e dei cittadini e della montagna non ci siamo ricordati ora, perché c’è il problema della Porrettana. Oggi ho sentito dire da tutti che la montagna è importante, che la Porrettana va valorizzata, che bisogna recuperare il valore di questa linea: è vero, la Porrettana è un monumento all’ingegneria ferroviaria, la Porrettana è una linea panoramica meravigliosa, serve come servizio per i pendolari, potrebbe essere utilissima dal punto di vista turistico, ma ce ne ricordiamo solo oggi? Oggi tutti dicono “sì, bisognerà fare i tavoli”, va beh che abbiamo Quarrata qua vicino e probabilmente tutti questi tavoli faranno comodo ai mobilieri! Permettetemi la battuta.

Cosa ci sogniamo ora di fare i tavoli, di concertare? Dove eravamo prima? Mesi fa, quando ci sono stati i problemi dei tagli, cos’è stato fatto in Regione? Hanno fatto un semplice ragionamento “non abbiamo risorse, dobbiamo tagliare, siamo stati tagliati, tagliamo anche noi, e cosa si taglia? Quello che ci interessa meno, e cosa si taglia? La linea Porrettana”, i cittadini della montagna di cui ci si ricorda solamente quando si deve andare a prendere il voto, perché è così! La montagna è dimenticata. Dove eravamo prima, anzi dove eravate? Dove era la gente della Regione che ora parla della specificità della Porrettana, di questa linea meravigliosa? Adesso sappiamo tutti che è bellissima, che è una cosa tecnologica avanzata, e prima? Non era la Porrettana di prima? Ci siamo ricordati tutto adesso.

In una famiglia, quando c’è un taglio, cosa si fa? Ci si riunisce e si dice “signori, dobbiamo risparmiare, come si risparmia?” e si comincia a ragionare su come risparmiare, su come fare certe cose, su come ovviare a certi problemi, tutti insieme riconoscendo il problema, però cercando di non creare problemi ai familiari. Bastava che fosse fatto un semplice ragionamento da pater familias anche in Regione, è che probabilmente in Regione erano troppo occupati dai buchi della sanità, perché abbiamo avuto delle cose enormi da quel lato! Allora io dico se si fosse fatta una politica, ma diciamo dell’economia della serva, perché abbiamo un sacco di dirigenti, abbiamo un sacco di contabili, abbiamo tutti i manager del mondo e non siamo capaci di fare un semplice ragionamento dell’economia della serva, di dire “abbiamo tot, vediamo di fare questo”. Possibile che nessuno si sia pensato di recuperare la ferrovia Porrettana anche dal punto di vista turistico, che avrebbe portato non solo introiti e risorse per continuare il servizio, ma avrebbe dato il via anche allo sviluppo economico di tutti quei paesi che sono lì intorno? Noi i 150 anni dell’unità d’Italia li abbiamo festeggiati a Pracchia con un banchino, perché sapevamo che per loro quello era un problema importante.

Allora io dico apriamo pure i tavoli tecnici, però ricordiamoci di ascoltare gli utenti, perché solo sapendo quali sono le esigenze degli utenti e quali sono i loro problemi saremo in grado di trovare una soluzione. Sono convinta che volere è potere, è un discorso di volontà. Ci sono meno risorse è vero, ma allora anche nelle altre regioni sono stati fatti i tagli: mi spiegate perché nelle altre regioni non ci sono questi grandi problemi? Mi spiegate perché, per esempio, in altre regioni trenini o ferrovie di questo tipo sono stati valorizzati dal punto di vista turistico? Vi faccio un esempio, una zona anche povera: in Friuli vicino a Corno c’è un trenino che io ho trovato per caso guardando l’Alitalia, ora figuratevi cliccando sull’Alitalia ho trovato un pacchetto turistico in cui ti suggeriva… c’è poco da ridere, perché questi sono soldi (sic), sono risorse queste e quindi hanno trovato il sistema per creare dei pacchetti turistici, in modo che gente viene dall’estero a posta per visitare quei paesi, per usare quel treno e hanno messo in moto tutta un’economia e uno sviluppo di quei paesi e di quelle località toccate dalla Regione.

Cose di questo tipo potrebbero essere studiate anche da noi, non ci mancano le bellezze della montagna, non ci mancano poi le risorse, perché di fatto abbiamo visto che non servono cifre enormi. Io sono convinta che volere è potere, se si vuole smettere con la ferrovia è un discorso di volontà, se invece si vuole mantenere la ferrovia, ovviamente compatibilmente con le risorse, però si può rimodulare tutto il servizio tenendo conto delle esigenze degli utenti e anche con la mentalità di volere sviluppare quelle aree, che sono fortemente depresse e che invece una volta erano località e metà turistica. Mi auguro quindi che si arrivi a una soluzione per questa Porrettana, perché sarebbe un delitto veramente lasciare perdere questa grande risorsa e questo strumento, questo mezzo di trasporto dei nostri concittadini.

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lunedì 23 ottobre 2017

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