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mercoledì 22 febbraio 2012  

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Intervento in aula:11.4.2011 Sanità pistoiese

SITUAZIONE E PROSPETTIVE – DISCUSSIONE

IL CONSIGLIERE SIMIONATO PRENDE LA PAROLA E COSI’ INTERVIENE

Mi dispiace che ci sia stato questo inconveniente sull’ordine del giorno presentato dal Pdl, che tra l’altro anch’io avevo sottoscritto insieme a altri Gruppi consiliari della minoranza. Speriamo che poi si riesca a venirne a capo.

Per quanto riguarda il tema della sanità, è un tema vastissimo enorme e purtroppo non è un tema che si può liquidare in pochi minuti, certamente è una cosa che coinvolge tutti veramente in modo profondo, quindi va preso con molta serietà secondo me. Stiamo vivendo in un momento di grande trasformazione, sia a livello generale ovviamente, a causa anche dell’invecchiamento della popolazione, sia dei problemi di cronicità relativi all’invecchiamento, sia per l’immigrazione, a livello locale abbiamo grandi problemi e grandi criticità, per esempio come abbiamo visto con le liste d’attesa, con l’inefficienza spesso del pronto soccorso, con fughe anche dalla Regione di persone che vanno a sottoporsi a cure e operazioni in altre regioni e in altre città. Abbiamo un’amministrazione che è pesantissima, una burocrazia paralizzante che purtroppo mortifica spesso anche i medici. C’è stato anche un taglio delle risorse, c’è un sottofinanziamento della nostra Città rispetto a altre province, quindi un insieme di cose che ci preoccupano moltissimo.

Vediamo di prendere in esame alcuni punti, anche se non potranno essere tanti, però prendiamone alcuni per economia di tempo. Il nuovo ospedale è un ospedale per intensità di cura e questa è una scelta che è stata fatta in altre città anni fa e che si è rivelata inadeguata e negativa, noi comunque partiamo ora con questa idea, con questa scelta: cosa succederà con l’intensità di cura? Vorrà dire che dopo 3 o 4 giorni l’ammalato sarà dimesso, a questo punto ci chiediamo chi si prenderà cura dell’ammalato, perché è chiaro che in 3 o 4 giorni uno, specialmente un acuto, non è che garantisce e quindi ci chiediamo cosa succederà dopo di queste persone che verranno dimesse.

Secondo. L’ospedale sarà in funzione a luglio 2012 a grandi linee, poi può darsi un po’ prima o un po’ dopo, diciamo comunque sulla carta dovrebbe essere così. Il personale sarà preparato in modo adeguato per questa scelta? Saranno gli infermieri preparati? Siccome questo tipo di ospedale di intensità di cura richiederà una grandissima specializzazione anche degli infermieri, quindi il loro ruolo sarà sempre più tecnico, sempre più importante, dovranno essere sempre più competenti, mi chiedo saranno formati adeguatamente? Perché a oggi non mi risulta che ci sia una formazione adeguata, quindi bisognerà fare un grandissimo investimento sulla formazione a tutti i livelli, anche a livello universitario per esempio. Anche questa cosa ci preoccupa molto.

Inoltre c’è da dire che con l’ospedale per intensità di cura verrà a cambiare completamente la linea della responsabilità, anche qui è un’incognita e vedremo cosa succederà. E poi cosa succederà dell’ospedale di Pescia e di quello di San Marcello? Per esempio anche lì si parla di tagliare l’ospedale, cosa succederà in montagna? La nostra montagna sarà tagliata fuori? Sono tutti problemi che i nostri concittadini sentono e temono poi di dovere vivere sulla propria pelle come spesso accade, perché alla fine si fanno tante teorie, ci sono tante idee, ma poi chi paga sulla propria pelle spesso è il cittadino sul quale vengono fatte delle scelte, senza che questo sia chiamato poi a esprimere le proprie necessità e le proprie esigenze.

Per quanto riguarda la prevenzione, altro problema. Questo è un tema importantissimo, mi chiedo quale politica c’è in ponte per quanto riguarda la prevenzione, a tutti i livelli parlo, parlo di prevenzione per esempio anche fatta nelle scuole, qualcuno che mi ha preceduto prima parlava di prevenzione nelle scuole, sia per quanto riguarda anche l’alimentazione etc., ma per esempio potrebbe essere molto importante per quanto riguarda il disagio mentale e la salute mentale, tra i bambini e gli adolescenti, non solo quindi il disagio mentale in età adulta, perché abbiamo visto che un buon apprendibile e una buona socializzazione possono aiutare a andare contro certe devianze che verrebbero fatte da una cattiva socializzazione. Quindi anche una prevenzione a livello delle scuole, anche a causa dell’immigrazione quindi, è molto importante che ci sia questa prevenzione.

Un altro punto che riguarda la prevenzione è il rapporto che riguarda la sanità e l’ambiente, per esempio. Ricordo che abbiamo in Regione 3 impianti di smaltimento e di recupero dei rifiuti, che sono sotto esame della Magistratura e sono esattamente Pietrasanta, Montale e Arezzo; Montale è quello che a noi riguarda più da vicino per esempio, poi manca un registro dei tumori per esempio e quindi non c’è questo stretto rapporto tra sanità e ambiente, sanità e territorio.

Un altro tema che a me sta molto a cuore è quello degli anziani, abbiamo già detto prima che c’è un grado di invecchiamento per fortuna della popolazione, c’è un aumento quindi dell’età media, però questo comporta di conseguenza malattie, disagi e quant’altro, quindi se non ci si preoccupa degli anziani, della cronicità, oppure dei malati terminali, sappiamo che il cancro è una delle malattie che sta aumentando specialmente tra le donne in certi settori, mentre in altri è stato non dico debellato, ma comunque sconfitto molte volte, tipo il cancro al seno grazie alla prevenzione. Però mancando una prevenzione proprio specifica e mancando poi gli hospice per esempio, anche noi qui siamo carenti a Pistoia, abbiamo finalmente l’hospice di Spicchio, però è un grande problema questo dei malati terminali, chi quindi si prenderà cura sia dei malati oncologici sia degli anziani di questa cronicità.

Poi le cure palliative è un altro tema molto importante. Da noi c’è ancora molta resistenza su questo fattore delle cure palliative, so che un nostro parlamentare ha presentato un disegno di legge proprio sulle cure palliative, speriamo che poi venga discusso presto e si arrivi a delle soluzioni, però qui a livello anche di Pistoia del nostro ospedale è una cosa che trova ancora molta resistenza e non c’è un protocollo ben avviato nell’ospedale.

Altro problema è la Società della salute. La Società della salute è un punto interrogativo, perché alla luce anche della sentenza della Corte Costituzionale non sappiamo ancora quale percorso avrà la Società della salute qui da noi, sappiamo che l’idea era di farla partire in tempi brevi, anzi era già non dico in fase di decollo, però a causa di questa sentenza ci siamo fermati. Noi come movimento ci siamo sempre dichiarati contrari alla Società della salute, perché ci sembrava il solito carrozzone, ci sembrava che dove già era in funzione in fase sperimentale la Società della salute non avesse dato poi risultati positivi, anzi aveva fatto spendere un sacco di soldi, senza che i cittadini ne avessero tratto alcun beneficio, quindi per noi la Società della salute è un’istituzione inefficiente di cui non sentiamo per niente il bisogno, ma tant’è.

Siccome la nostra Regione, il nostro Comune aveva deciso di partire anche nella Piana con la Società della salute, ci chiediamo qual è il percorso, cosa succederà e soprattutto come si farà a connettere, a coordinare il territorio con l’ospedale, perché il nostro problema è questo: il coinvolgimento per esempio dei medici di base, che secondo me è importantissimo, spesso poi anche i medici specialisti sono stati mortificati, perché per esempio chi lavora privatamente o con strutture convenzionate ha dovuto, a causa di tagli presentati dall’allora Assessore Rossi, dimezzare i tempi di esame.

Vi faccio un esempio: se uno va a farsi un’ecografia, invece dei 20 minuti che prima il medico aveva a disposizione per fare un’ecografia, ora per visitare abbastanza pazienti in modo da guadagnare gli stessi soldi che gli venivano dati prima deve dimezzare il tempo dell’esame, quindi quello che prima veniva fatto in 20 minuti ora viene fatto in 10 minuti.

E cosa ha detto il nostro allora Assessore Rossi? Disse “sì, perché avete macchinari più sofisticati, più efficaci, più efficienti etc., quindi vi basta meno tempo” e invece è assolutamente il contrario, perché quando un macchinario è molto sofisticato, richiede molta più attenzione, molto più lavoro e quindi, a fronte di molto più lavoro, lo specialista deve visitare il doppio di pazienti per potere guadagnare la stessa cifra di prima che impiegava 20 minuti con metà persone. Anche questo cosa provoca? Provoca che lo specialista ovviamente è scontento, ma alla fine chi ci rimette? È il solito paziente! E allora io dico perché tutto deve andare a finire a scapito del paziente, del cittadino? Anche questa è una cosa che va molto considerata.

Secondo me c’è una grande preoccupazione, bisogna che finalmente sia la persona messa al centro della sanità, è ora di finirla di fare stazioni per i ferrovieri, di fare scuole per gli insegnanti, di fare ospedali per i medici! Bisogna che finalmente ci preoccupiamo dell’utente e nel caso specifico del paziente, bisogna che finalmente si arrivi alla meritocrazia, che vengano scelte le persone, che vengano scelti bravi medici come ne abbiamo e ne abbiamo tantissimi, ma che questi possano svolgere il loro lavoro con competenza e senza la spada di Damocle delle spese sulla testa. Bisogna che ci sia meno burocrazia, meno amministrazione e più sanità.

Poi da ultimo mi chiedo quale sarà la forza del nostro Direttore Generale, perché il nostro Direttore è stato diffidato dal Presidente Rossi e quindi, alla luce di questi eventi che si sono verificati, nei quali ovviamente non entro nel merito perché non è questa la sede, però mi chiedo, siccome ancora il Presidente Rossi non ha detto se confermerà la sua fiducia a questo nostro Direttore, io mi chiedo quale forza avrà il nostro Direttore per restare alla guida della nostra A.S.L., quale futuro ci aspetta. Questa è una cosa che francamente ci preoccupa molto.

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venerdì 20 ottobre 2017

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