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sabato 25 settembre 2010  

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Un passo indietro con le “isole ecologiche”

Durante l’ultima seduta del CC è stata approvata l’istituzione delle cosiddette “isole ecologiche” che rappresenta un passo indietro nel cammino verso una città che rispetti ambiente e cittadini.
Unica nel consiglio ho votato contro e vorrei qui esprimere le motivazioni nei confronti dell’ennesima sciocchezza che l’amministrazione, di fronte ad un’opposizione distratta, vuol far passare con costi aggiuntivi per la collettività.
Premesso che da sempre mi sono battuta per una raccolta differenziata che consentisse di ridurre al minimo ciò che finisce o all’inceneritore o in discarica. Che credo che la raccolta differenziata porta a porta sia un momento importante, l’inizio di quella filiera che, ben lungi dall’essere compiuta, può rappresentare la soluzione del problema. Esiste inoltre un servizio operato dal DANO di prelievo a domicilio di oggetti e attrezzature dismessi che funziona celermente.
Dunque, secondo tutti all’infuori di me, sarebbe bello creare delle aree attrezzate (come?) e custodite dove i cittadini potranno con i loro mezzi, conferire ciò di cui intendono sbarazzarsi.
Considerazioni, Si vorrebbero in tal modo delle piccole discariche diciamo, circoscrizionali che faranno bella mostra di sè per la gioia dei residenti nelle vicinanze. Come potrà il cittadino conferire gli oggetti voluminosi (frigo, mobili etc)? Ciascun cittadino dovrà noleggiare un furgone all’uopo, suppongo. Queste discariche periferiche prevedono del personale e conseguenti costi che graveranno sulla già onerosa bolletta di Publiambiente. Queste isole (meglio chiamarle discariche) dovranno poi essere periodicamente svuotate affinchè i rifiuti confluiscano da qualche parte per il loro trattamento.
Risulta evidente che questa brillante soluzione, così come esposta ha i seguenti effetti. Allungare il percorso dei rifiuti, spargendoli per il territorio. Aumentare i costi. Complicare la vita ai cittadini che dovranno arrangiarsi. Il buon senso respingerebbe senza appello questa peregrina proposta.
Ma l’altra faccia della medaglia vede possibilità di poltrone, consigli, aree di piccolo quanto ambìto potere e tutto ciò che fa della nostra città un feudo del regime.
Infine, e torno al buon senso, esistono delle linee generali di politica ambientale regionale che prevedono la razionalizzazione degli ambiti di intervento. Arezzo, Siena e Grosseto hanno già iniziato le prove generali di interventi in tal senso. il problema dei rifiuti è di tale rilevanza che il livello interprovinciale o regionale sono gli unici che possono fornire risposte adeguate.
A Pistoia tutto il consiglio, esclusa la sottoscritta, ritiene opportuno e conveniente organizzare le “discariche circoscrizionali”.

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lunedì 23 ottobre 2017

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