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martedì 08 marzo 2011  

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Società della salute

Contro la Società della salute:

Le Società della Salute dovrebbero costituire lo strumento attraverso il quale reinterpretare il rapporto tra territorio e ospedale in modo da garantire l’unitarietà tra prestazioni sanitarie e sociali, la continuità tra azioni di cura e riabilitazione, la realizzazione di percorsi assistenziali integrati unitamente al riequilibrio di risorse finanziarie e organizzative in rapporto all’attività svolta tra ospedale e territorio a favore di quest’ultimo.
C’è stato un periodo di sperimentazione che contrariamente a quanto affermato non ha dato esiti èositivi. Anzi, ha suscitato diverse perplessità anche da parte di sindaci del centro sinistra.
La SDS appare a me più come una sovrastruttura organizzativa complicata e macchinosa rispetto alla zona distretto, sancendo di fatto il primato della politica a detrimento di quello della persona in un settore tanto delicato come quello della tutela della salute dei cittadini e aumenta il divario esistente tra ospedale e territorio invece di ridurlo.
Nelle zone distretto in cui si è fatta la sperimentazione, non c’è stata una garanzia effettiva per i malati di poter terminare il loro percorso assistenziale post degenza ospedaliera, né sono state fornite risposte adeguate rispetto alla non autosufficienza degli anziani, alla disabilità, al disagio mentale e della tossico-dipendenza.
Una certezza, sì, si è avuta dalla sperimentazione, cioè che si sono spesi 7 milioni e mezzo di euro senza che i cittadini toscani abbiano usufruito di maggiori o migliori servizi socio-sanitari sul territorio.
E’ vero, negli ultimi tempi è aumentato il disagio, è cresciuta la sofferenza e proprio chi è più debole si trova a dover patire le carenze e le inefficienze del nostro sistema sanitario.
Ed è proprio il territorio che deve diventare la sede primaria della sanità, ma non è la Società della salute che ce lo garantisce.
Questa garanzia l’avremo solo integrando le politiche sanitarie e sociosanitarie basate sulla centralità del paziente e ripristinando le zone distretto sociosanitarie come riferimento territoriale più efficace e rispondente alle esigenze dei cittadini.

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lunedì 23 ottobre 2017

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