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lunedì 13 febbraio 2012  

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sintesi del Convegno del 29 ottobre pubblicata su Quarrata News

Sabato 29 ottobre alle ore 16.00 presso l’ Hotel Villa Cappugi , si è tenuto il Convegno intitolato “Pistoia, un domani senza futuro”.

Si è trattato di un confronto pubblico sul declino di Pistoia, organizzato da Daniela Simionato, capogruppo della LegaNordToscana  e segretaria comunale di Pistoia volutamente.Un confronto volutamente trasversale, stavolta con i politici tra il pubblico, al quale hanno partecipato come relatori persone altamente qualificate,  senza un’etichetta politica, ma che per incarichi istituzionali passati o per competenze ed esperienze di lavoro e di vita vissuta sul nostro territorio, conoscono bene la città e il suo tessuto sociale ed economico.  Si è parlato di lavoro, di economia, di valori e di tradizioni, il tutto rigorosamente riferito a Pistoia. Stiamo vivendo una crisi che ci vede tutti coinvolti. Le attività economiche languiscono. Dal negozio, all’artigiano, alla piccola impresa fino alla grande azienda, il momento è drammatico per tutti. I nostri amministratori sembrano non accorgersi di nulla. E ‘ difficile che questo tema, così scomodo per tutti, venga affrontato con chiarezza ed onestà.   Si è cercato di farlo, parlando con chi è attento alle grida di dolore che vengono dalla gente. E  durante gli interventi, alcuni di noi hanno avuto il coraggio di dire che “il re è nudo”. Non abbiamo tirato fuori formule magiche che risolveranno i problemi, ma sicuramente siamo stati lontani dai trionfalismi autocelebrativi e dagli struzzi che pur di non vedere, caccerebbero la testa dovunque. C’è stata grande partecipazione di pubblico, che ha dimostrato  attenzione e vivo interesse agli argomenti in campo. Veramente un grande successo, un successo personale, un successo della Lega Nord Toscana che ha saputo intercettare ancora una volta i bisogni della gente, senza demagogìa, e con sensibilità, ascoltando le idee di tutti:  vista la grande richiesta, intendo dopo le denunce, organizzare un altro convegno con le proposte. Vi allego qui sotto l’articolo, uscito ieri su Quarrata News che relaziona il convegno con alcune foto.

Oggetto: [QUARRATA/news] LA PISTOIA DEI FALSI, LA FALSA PISTOIA
di Alessandro Romiti

Relatori senza etichette e argomenti bollenti, trattati fuori dai denti al Convegno sul Declino di Pistoia, partecipato ieri sabato 29 da Renzo Bardelli, Edoardo Bianchini, Rinaldo Incerpi, Oscar Tonini, Giancarlo D’Emilio moderati da Daniela Simionato.
Pistoia, ovvero “la città dove si uccide senza colpo sparare” usando, solo il silenzio, quello più profondo. Questa la più forte delle numerose e qualificanti definizioni citate e sottoscritte congiuntamente da tutti i relatori.
La soddisfazione della platea è stata ampia e condivisa, ma perciò amara e sconfortante: il tavolo dei relatori ha concluso in modo impietoso che Pistoia è una “citta morta” dove vige la cultura dell’assistenzialismo, nella quale i figli si adagiano nelle rendite consolidate e negli impeghi pubblici, indotti a ciò dalla stessa famiglia, negata all’istinto di una sana cultura imprenditoriale.
Oggi appare chiaramente che l’arretratezza progettuale della città e il nichilismo che la pervade non hanno causa nella congiuntura macro-economica, ma sono l’effetto di una continua depredazione delle risorse vitali, succhiate via – come un tumore – da un sistema di potere consolidato in oltre dieci lustri di una amministrazione con governo monocolore, diffusa, ubiquitaria e soprattutto letale per la città.
Pistoia, una città da sempre imperniata su vivai e la Breda che, per questo, ha visto rinnegare ogni promozione e sostegno alle attività manifatturiere più nobili, frutto di testimonianze artigianali oramai estinte dove quella della biancheria è stata solo una delle tante insieme al settore legno, della carta, del rame.
Dopo una rassegna di memorie più generali sulla natìa città di D’Emilio, è seguita la dolorosa e attuale considerazione del sindacalista e dipendente Breda (Ugl) Oscar Tonini, che ha scoperto insieme a Incerpi e Bardelli il velo delle inefficienze gestionali che hanno da sempre oppresso lo stabilimento di via Ciliegiole e di cui, oggidì, il mercato chiede conto.

Dopo che negli anni ’90 la Breda venne ceduta all’Ansaldo (all’epoca Iri, con la volontà e la mediazione dei gerarchi regionali Chiti e Bassolino, registi della sinistra al potere nelle regioni corrispondenti alle sedi aziendali) ha preso campo il più lacerante sviluppo del sindacalismo tout court – oggi allineato sotto la Cgil –, autentica minaccia per il primo dei requisiti da ricercare in una industria: la produttività, ovvero lo sviluppo. Come è possibile ritenere sostenibile una realtà aziendale dove è premiata la certezza di privilegi e diritti, subordinandoli a indispensabili doveri? «Non vedo l’ora che la Cgil scompaia», ha detto Bardelli.
I continui proclami dolenti dei sindacati, sulle vicende Radicifil e Breda, sono divenuti un arido urlo monotonale: «… le istituzioni facciano qualcosa!». Appare a tutti chiaro che, le condizioni attuali di Breda trovano un fondamentale riscontro negli indirizzi che proprio le istituzioni hanno indotto con la politica di malgoverno e lottizzazione dell’industria, oramai decotta e vòlta alla crisi più completa.
Sulla Breda, chiosa Incerpi, è emblematico il caso di quella società di Verona che, acquisiva contratti di appalto e li ri-subappaltava ad una piccola società pistoiese, operante quindi nella medesima piazza!
Strabiliante la relazione di Renzo Bardelli che, con una profonda esperienza del territorio e delle istituzioni locali, usando una dialettica schietta e verace, ha richiamato le gravi ipoteche cultural-sociologiche che schiacciano, oramai da sempre, la città dei confetti.
L’ex primo cittadino, ha contestato prima di tutto la falsa convinzione – consolidata nella coscienza comune – che vorrebbe la Pubblica Amministrazione priva di risorse economiche. Bardelli ha tuonato forte che, ben diversamente, le risorse disponibili, purtroppo per i cittadini, sono eccessive, ma vengono sperperate dai numerosi centri di spesa che si rigenerano in piena autoreferenza negli sperperi, progressivi ed esponenziali.
Il novero è stato puntuale, quanto incredibile: sull’area del nuovo ospedale, sono previste due zone di urbanizzazione viaria con cifre di ben 9 milioni di euro (le cosiddette rotonde); una Porta nuova da ben 13 milioni, senza dimenticare il costo del progetto del mancato Ponte di Calatrava, con un costo, per i contribuenti pistoiesi, di ben 1 miliardo delle vecchie lire (Incerpi dixit).

Bianchini è intervenuto riferendo della sua allucinante vicenda personale, vissuta nella realtà del mercato immobiliare e riferendo anche altre esperienze allucinanti, sofferte da semplice cittadino disintegrato dal contesto organico pistoiese.
Il relatore ha fatto ricorso alla formula La Pistoia dei falsi, la falsa Pistoia: il riconoscimento alla testimonianza è stato dato da gente della platea che ha letto il suo libro bianco De domo sua orati, una denuncia circondata da una diffusa omertà, collusa con una ignavia che sembra attraversare in un solo spirito l’intera comunità, vittima e protagonista nello stesso tempo, della prevaricazione politica.
Bardelli ha sottolineato un vuoto delle istituzioni decisamente clamoroso, contestando come, in questi anni l’amministrazione comunale non abbia mai rivolto alla cittadinanza un invito per qualche pubblica assemblea dedicata a temi di interesse sociale, urbanistico e comunque comune agli interessi della città.
Sul punto, dirimente l’intervento di due cittadini, incentrato sulla mancanza di una democrazia effettivamente partecipata, tale da garantire senza più delegare ai politici ma ricorrendo, se necessario, a strumenti moderni e più evoluti come il referendum deliberativo, attuato nella più democratica Svizzera in ossequio ad un autentico controllo dei cittadini sulla res publica.
Daniela Simionato ha concluso, riscontrando l’assoluta attualità degli argomenti sviluppati dai relatori e proponendo quindi, a breve, un ulteriore e più esteso incontro con la cittadinanza.

Cliccare sulle immagini per ingrandirle.
[Domenica 30 ottobre 2011 – © Quarrata/news 2011]
 e gli altri relatori , Renzo Bardelli, Rinaldo Incerpi  e Giancarlo D'Emilio

Nella foto con Daniela Simionato, Edoardo Bianchini e Oscar Tonini, e sopra gli altri relatori: Renzo Bardelli, Rinaldo Incerpi e Giancarlo D'Emilio

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lunedì 23 ottobre 2017

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