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domenica 16 ottobre 2011  

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La Cina è vicina. A chi ?

Che la Cina non fosse il male assoluto l’ho sempre pensato.
Ho sempre pensato che un sì grande paese potesse rappresentare un’opportunità più che una minaccia a patto che le politiche commerciali tra i due paesi fossero progettate e sviluppate secondo disegni preordinati in un’ottica imprenditoriale di lungo periodo. Il tutto, senza perdere di vista i possibili effetti collaterali quali i problemi socio-economici che i nostri vicini di Prato stanno vivendo sulla propria pelle.
Il fatto che l’azienda della mia famiglia operi nel settore moda, mi porta a guardare con una sensibilità particolare a questo comparto che ho conosciuto da sempre, nella buona e nella cattiva sorte.
Fatta questa premessa, devo dire che quando sentivo politici di rango parlare della questione, qualche brivido mi correva lungo la schiena. Così quando Prodi invitava ad aprire i nostri porti alle merci provenienti dalla Cina, non era difficile prevedere quello che di lì a poco sarebbe successo: il porto di Napoli inondato di container zeppi di tutto, ma proprio tutto, sotto l’occhio tollerante di funzionari al soldo della malavita organizzata.
E che dire del nostro governatore Rossi che parla più come un console onorario di quella repubblica popolare che come presidente di una regione dove uno dei più importanti distretti industriali (Prato, appunto) ha subito una devastazione che rischia di culminare in un genocidio socio-culturale..
E’ di poco tempo fa: Toscana Promozione e Regione Toscana avevano organizzato una trasferta con il rappresentante dell’Unione Industriale Pratese per valutare l’opportunità per le imprese pratesi di un’eventuale collaborazione con la provincia dello Zhejiang. Il risultato dell’operazione, pagata evidentemente con soldi pubblici, si riassume nel commento lapidario del presidente dell’Unione Riccardo Marini: “Se la missione doveva servire come risposta ai dubbi che avevamo, non ha purtroppo centrato l’obiettivo”.
Le strutture visitate, fa sapere l’associazione pratese, non presentano infatti interesse per le aziende del distretto, in quanto in un ipotetico rapporto di collaborazione “avrebbero ben poco da dare ma piuttosto molto da prendere”. Gli enti di formazione e i laboratori di analisi presi in considerazione mostrano interesse principalmente sulla confezione, allo scopo evidente di colmare un forte gap di tecniche e di competenze, “che è apparso chiaro e significativo dall’esame dei prodotti locali dell’abbigliamento”.
”Probabilmente in Cina esistono poli di eccellenza nel tessile e nella confezione – ha detto Riccardo Marini – ma non sono quelli che hanno fatto vedere alla delegazione toscana: forse la provincia cinese di riferimento non è quella giusta, o magari non lo è stata la selezione delle strutture da visitare”. “Fatto sta – conclude – che la missione è venuta in contatto con realtà incentrate non sul tessile ma sull’abbigliamento e con un profilo tale da non avere nulla da insegnare, ma casomai tanto da imparare”. E conclude “quel che è certo è che non ci possiamo permettere di fare un tutoraggio senza ritorni ai principali concorrenti dei nostri confezionisti. Il know how del distretto, che sia nel tessile o nell’abbigliamento o in qualsiasi altro comparto, non si vende né, tanto meno, si svende”.
Come vedete, siamo alle comiche finali. Addirittura si confonde il tessile con l’industria della confezione. I politici ed i loro tecnici non hanno idea di che cosa si stia parlando. L’importante è andare per il mondo a stringere mani e partecipare a ricchi banchetti, poi se si confondono le lucciole con le lanterne, vorrà dire che il prossimo viaggio consentirà di aggiustare il tiro. Non gli manca (ai politici) né il tempo né i soldi (nostri). Gente cresciuta e formatasi nei corridoi dei partiti o nelle associazioni affiliate e fiancheggiatrici, incapace di distinguere un telaio da una manovra viene designata a guidare le politiche di rilancio della nostra economia regionale. Questo deve fare paura. Allora sì che la Cina può rappresentare una minaccia. Ma non per la loro aggressività, bensì per la nostra inettitudine.

Daniela Simionato
Capogruppo LegaNordT.

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venerdì 20 ottobre 2017

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