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venerdì 11 marzo 2011  

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COMMENTO SUL PROGETTO “ANTICRISI” del COMUNE

Si capisce che la necessità è maestra di vita e che il bisogno stimola l’ingegno, ma stavolta mi sembra che l’amministrazione, in quanto a creatività, abbia veramente passato la misura. Apprendo dalla stampa della nuova singolare proposta di questi “empori” cittadini dove, per fronteggiare la crisi, i commercianti sono invitati ad allargare la propria offerta di mercanzie verso tabelle merceologiche inusitate e bizzarre.

Negli anno ‘ 60 i grandi Cochi e Renato ci proponevano un tormentone che offriva “tacchi, dadi e datteri” come mix commerciale surreale ed esilarante.

All’alba del terzo millennio, a Pistoia, i deliri della coppia di comici lombardi stanno per diventare realtà.

Alcune considerazioni più serie.

La crisi esiste ed è necessario prenderla sul serio se si vuole porre un argine ai suoi devastanti effetti. Il commercio, a Pistoia, ormai langue  da anni con gli effetti che tutti abbiamo sotto gli occhi. Desertificazione di strade tradizionalmente  vivaci, degrado urbano e progressiva scomparsa di esercizi storici rimpiazzati da franchising e negozi di merci di importazioni a basso costo e di qualità discutibile.

Le responsabilità dell’Amminisrtrazione in tutto questo sono nette e inequivocabili. La mancanza di una politica di lungo respiro (è bene ricordare che la sinistra governa la nostra città da sessant’anni) tendente a salvaguardare le tipicità e le tradizioni della nostrà città. Interventi scoordinati, pasticciati ed a seconda delle emergenze che di volta in volta vengo necessariamente a determinarsi. Non un disegno di urbanistica commerciale che attraverso i decenni avvesse potuto armonizzare nuove esigenze sociali e sviluppo economico del tessuto commerciale. Ripeto, i nostri amministratori hanno avuto 60 anni per combinare qualcosa. Ecco i risultati.

Dopo il grido di dolore che si è levato per via Degli Orafi (come se le altre vie non avessero di che lamentarsi….) ecco un’alzata di ingegno che ci lascia tutti a bocca aperta.

A noi la crisi ci fa un baffo, apriamo il multi store, un po’ quello che nei film dei cow-boy forniva cordami, chiodi, fagioli, tabacco e, magari, una volta la settimana il maniscalco toglieva denti alla bisogna. Questa è dunque, in estrema sintesi, la rivoluzionaria proposta dei nostri soloni.

Se un esercizio commerciale può avere una speranza di sopravvivere e prosperare, questa è legata alla propria capacità di offrire servizi ad elevato contenuto professionale, specializzandosi per raggiungere l’assoluta eccellenza in una nicchia di mercato. Per tutto il resto ci sono i centri commerciali, i supermercati, i mercatoni, gli outlet e chi più ne ha…… La proposta dei nostri amministratori va esattamente nel senso opposto, un po’ di tutto senza specializzarsi in niente. Si parla di medicinali da banco, tanto per fare un esempio. Chiedereste i criteri di somministrazione di un lassativo al vostro attuale macellaio? O che dire di acquistare una pomata per le parti intime dal calzolaio, che come generico potrebbe proporre il mastice. Mi si perdoni la fin troppo facile ironia, ma veramente  viene voglia di urlare ai quattro venti che la nostra città è come quel cieco che veniva guidato da un non vedente. Ogni mattina una nuova trovata e sempre peggiore di quella del giorno precedente.

I ragazzi del Maggio francese inneggiavano alla “fantasia al potere”, perchè non invitate Daniel Cohn-Bendit ad uno dei tanti tavoli da voi organizzati? Il rosso Dany troverebbe il suo sogno realizzato, sembra incredibile, a Pistoia!

Daniela Simionato

Capogruppo Lega Nord Toscana in  C.C:

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lunedì 23 ottobre 2017

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