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Alleanza cattolica sostiene Cota in Piemonte

Alleanza Cattolica, l’associazione cattolica guidata in Piemonte dal professore di diritto Mauro Ronco, che ha appena concluso il suo mandato come presidente dell’Ordine degli Avvocati di Torino, e di cui è vice-responsabile nazionale il sociologo torinese Massimo Introvigne rompe gli indugi e lancia una campagna e un sito Internet “Alleanza Cattolica per Cota” (www.alleanzapercota.org) che esordisce con un appello alle associazioni e ai singoli cattolici piemontesi perché contrastino la candidatura di Mercedes Bresso e appoggino quella di Roberto Cota.

L’appello parte da una dura denuncia delle posizioni della Bresso su aborto, RU486, fine vita, unioni omosessuali, libertà di educazione e della presenza nel suo listino o nella sua coalizione di esponenti della sinistra comunista e della lista radicale Bonino-Pannella. “Ma non è solo un manifesto contro la Bresso – spiega Alleanza Cattolica –, scendiamo in campo a favore di Cota il cui ‘Patto per la vita e per la famiglia’, sottoscritto a Torino il 24 febbraio e incluso nel programma, ci convince pienamente”. “Sull’immigrazione – aggiunge Introvigne, che fa parte del Comitato per l’islam italiano appena costituito dal Ministro Maroni – il Piano Bresso è la cronaca di un disastro annunciato: belle parole e aria fritta che nascondono un’apologia del multiculturalismo e nessun contrasto all’immigrazione clandestina. Il programma di Cota invece è moderato e ragionevole”.

  • Gli esponenti di Alleanza Cattolica definiscono “scandaloso” l’appoggio dell’UDC a una candidata che fa del laicismo il tratto distintivo di tutta la sua storia politica e che vuole inserire nel suo listino comunisti come Vincenzo Chieppa che hanno applaudito la sentenza europea contro i crocefissi e inneggiano a Fidel Castro e alla vecchia Unione Sovietica. Il sito: www.alleanzapercota.org L’appello PER LA VITA E PER LA FAMIGLIA, ALLEANZA CATTOLICA HA SCELTO COTA Alleanza Cattolica, che ha come vocazione propria lo studio e la diffusione della dottrina sociale della Chiesa, interviene di rado su questioni elettorali, situando la sua azione piuttosto sul piano culturale e pre-politico. Vi sono tuttavia situazioni particolari di fronte alle quali è impossibile tacere. A proposito dei rapporti fra cattolici e politica il Magistero distingue fra questioni negoziabili, su cui «ci può essere una legittima diversità di opinione anche tra i cattolici», e questioni non negoziabili che riguardano in particolare la vita e la famiglia (1).
  • La posizione della candidata di centro-sinistra alla presidenza della Regione Piemonte professoressa Mercedes Bresso sulle questioni non negoziabili è chiara, e risale alla nascita stessa del suo impegno politico, da «un’antica militanza radicale e dalla collaborazione con Emma Bonino» in nome del «diritto all’aborto»: «con Franca Rame facemmo una dichiarazione di aborto. Fummo incriminate per autocalunnia» (2).
  • Del resto, come la Bonino, la Bresso chiede l’abolizione del Concordato con la Chiesa Cattolica: «I Patti Lateranensi?… Sì, sarebbe il momento di abolirli» (3).
  • Sulla vita, dichiara che «alimentazione e idratazione sono trattamenti medici», che possono essere sospesi in casi di «vita artificiale» come sarebbe stata quella di Eluana Englaro, per porre fine alla quale ha a suo tempo offerto le strutture pubbliche della Regione Piemonte (4).
  • È stata e si dichiara in prima linea nella promozione della pillola abortiva RU486 (5).
  • Sulla famiglia, in tema di unioni omosessuali afferma: «Per il momento credo si debba introdurre un provvedimento simile al PACS che garantisca diritti veri. In prospettiva (…) credo che si debba pensare ad un riconoscimento vero e proprio come il matrimonio» (6).
  • Le scelte in materia di aborto e di fine vita in concreto coinvolgono gli ospedali, su cui la Regione ha un’ampia competenza, così come la politica regionale incide ampiamente sulla famiglia. Le posizioni di chi guida una Regione su questi temi sono dunque determinanti. Il candidato di centro-destra on.le Roberto Cota ha testimoniato in Parlamento – dal caso Eluana alle controversie sulle unioni omosessuali – una posizione su vita, famiglia e libertà di educazione chiara e coerente, espressa nel “Patto per la vita e per la famiglia” sottoscritto a Torino il 24 febbraio 2010.
  • Anche il piano immigrati della Bresso (7) esalta un multiculturalismo che mette tutte le culture sullo stesso piano e in nome dei diritti delle minoranze misconosce i diritti della maggioranza. Inoltre non contrasta efficacemente l’immigrazione clandestina oltre a proporre, in tempi di crisi economica, lo stanziamento di ben quattro milioni di euro per sostenere iniziative multiculturaliste e nuovi ambigui carrozzoni regionali.

Le proposte di Roberto Cota, che non sono xenofobe o razziste ma al contrario moderate e realistiche, garantiscono il contrasto all’immigrazione clandestina e si fondano sulla tesi ragionevole secondo cui il Piemonte non può ricevere un numero illimitato d’immigrati. Questa tesi trova sostegno anche nel Catechismo della Chiesa Cattolica, il quale afferma al n. 2241 che le regioni più ricche sono tenute ad accogliere gli immigrati «nella misura del possibile» e che «le autorità politiche, in vista del bene comune, di cui sono responsabili, possono subordinare l’esercizio del diritto di immigrazione a diverse condizioni giuridiche».

Infine, la coalizione Bresso – e la vota automaticamente anche chi fa la sua croce solo sull’UDC o sul PD – ha imbarcato la sinistra comunista e la lista radicale Bonino-Pannella, le cui posizioni inconciliabili con la dottrina sociale naturale e cristiana sui principi non negoziabili, e non solo, non hanno bisogno di particolari illustrazioni o commenti. Alleanza Cattolica rivolge dunque un appello alle associazioni cattoliche, ai loro dirigenti e ai singoli cattolici piemontesi perché contrastino attivamente la candidatura della professoressa Bresso, scegliendo invece il candidato del centro-destra onorevole Roberto Cota.

Torino, 25 febbraio 2010

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venerdì 20 ottobre 2017

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