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LA CENA DELLE BEFFE

16 febbraio 2012

A tenermi alla larga ci provano con impegno, nei corridoi del palazzo e nelle stanze del potere, alle quali, ovviamente non ho accesso. E ne sono orgogliosa.

Ma, dato il mio evidente impegno per Pistoia e per i suoi cittadini, da quelle parti ci capito, anche spesso.

Venerdì scorso, nei corridoi, appunto, era palpabile la febbrile attesa di un evento del quale  sussurravano tra di loro con viva emozione. “Tu ci sarai? Io di sicuro. Proprio una bella serata……..”.

Ora, sarò leghista, ma prima di tutto donna e anche curiosa, specie se sento odori strani. Non fu difficile vincere la reticenza di chi mi stava dintorno.

Come diciottenni in attesa della festa del debutto, gli uomini del regime si preparavano alla cena per la festa di Bertinelli, con passerella e consacrazione del nuovo sindaco di Pistoia.

E secondo voi quale luogo, meglio di ogni altro poteva accogliere un simile avvenimento.

Ebbene sì. Il circolo del Ponte alle Tavole. Il famigerato seggio n° 11.

Loro hanno molto da festeggiare, la città molto meno.

Se non ci avesse già pensato Sem Benelli, ci sarebbe da riscrivere “La cena delle beffe”.

Daniela Simionato

Capogruppo LegaNT Pistoia

11.02.2012

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La conferenza stampa del 16 dicembre sulle «bugie del sindaco Berti»

13 febbraio 2012

PISTOIA. Daniela Simionato, capogruppo della Lega, invia il seguente comunicato, invitando tutti a visitare i seguenti link per poter capire meglio che cosa è successo.

La conferenza stampa del 16 dicembre sulle «bugie del sindaco Berti»

I metodi e le strategie politiche, si sa, sono le più varie e disparate e ognuno cerca di usare quelli che per convenienza, coerenza o efficacia più gli si confanno.
Nella tradizione comunista ce n’è una che più di ogni altra è stata applicata con continuità e per la quale i comunisti appunto sono tristemente famosi.
La storia del Pcus, dell’Internazionale e del Pci è piena di casi di diffamazione e calunnia come strumento fondamentale nella delegittimazione e distruzione dell’avversario politico.
Il sistema staliniano fondava il proprio potere e controllo sulla delazione e sulla menzogna. La tecnica è semplice, si mette in circolazione un’infamia su qualcuno e poi, grazie al passaparola la menzogna diventa verità perché ormai è diventata “vox populi”.
Anche in Italia, in particolare nel Pci, tale pratica ha trovato largo impiego. Quanti comunisti, onesti militanti di quel partito sono rimasti vittime di questa mostruosa macchina.
Molti conoscono la tragica storia di Gino De Marchi, caso esemplare raccontato nel bel libro “Una bambina contro Stalin”.
Se qualcuno pensa che tutto ciò appartenga al passato, si sbaglia di grosso. Nel quotidiano panorama politico, anche cittadino, siamo pieni di “nostalgici” che operano secondo quegli schemi.
Fulgido recente esempio il sindaco Renzo Berti. Il nostro, oltre a dire cose prive di ogni fondamento, è anche maestro nel negare di averle mai dette. E spesso gli va bene.
Ma stavolta è stato sfortunato.
«A Treviso danno foco ai barboni», aveva detto durante la conferenza dei capigruppo del 4 maggio, a conferma del primato della democrazia e del modello toscano rispetto ai barbari del Nord Est. Essendo Treviso la mia città e conoscendo la grande civiltà della mia terra, mi sono fissata l’obiettivo di fargli rimangiare questa infame menzogna.
Ho ritrovato la registrazione di quella seduta e sono andata avanti. Ho parlato con l’on. Gobbo, sindaco di Treviso e gli ho fatto sentire la stupidaggine detta da Berti. Da Treviso è partita una raccomandata che trovate in allegato [in realtà l’allegato non è giunto – ndr] di cui apprezzerete la pacata determinazione nel ribadire quanto già i più sanno. Treviso è un modello di civiltà in molti campi, ma in particolare nella civile convivenza ed integrazione dei lavoratori extra comunitari. Per avere la certezza di affermare cose vere, a differenza di Berti, mi sono informata ed ho raccolto una considerevole mole di dati che confermano il comportamento esemplare della mia città. Tali dati, per altro pubblici e noti ai più, li ho presentati in una conferenza stampa.
Conclusione. Che cosa farebbe una persona normale, oltretutto sindaco di un comune di 100.000 abitanti, ricevendo una raccomandata da un collega sindaco, oltre tutto deputato del parlamento italiano, che deplora l’inesattezza di certe gravi affermazioni? Come minimo una risposta diplomatica di scuse (la registrazione gli impedisce di negare) nello stesso tono amichevole usato dall’ On. Gobbo.
Niente di tutto questo. Silenzio assoluto, nella speranza che come tante altre volte la cosa passi senza lasciare traccia.
Mi vergogno per lui, chiedo scusa alla mia città per un simile comportamento ed a Berti dico: caro sindaco la sua carica istituzionale fa di lei il primo cittadino, ma in quanto a rispetto della verità e delle persone il suo posto in classifica è tragicamente in zona retrocessione.
Daniela Simionato
Capogruppo LegaNordT

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sintesi del Convegno del 29 ottobre pubblicata su Quarrata News

13 febbraio 2012

Sabato 29 ottobre alle ore 16.00 presso l’ Hotel Villa Cappugi , si è tenuto il Convegno intitolato “Pistoia, un domani senza futuro”.

Si è trattato di un confronto pubblico sul declino di Pistoia, organizzato da Daniela Simionato, capogruppo della LegaNordToscana  e segretaria comunale di Pistoia volutamente.Un confronto volutamente trasversale, stavolta con i politici tra il pubblico, al quale hanno partecipato come relatori persone altamente qualificate,  senza un’etichetta politica, ma che per incarichi istituzionali passati o per competenze ed esperienze di lavoro e di vita vissuta sul nostro territorio, conoscono bene la città e il suo tessuto sociale ed economico.  Si è parlato di lavoro, di economia, di valori e di tradizioni, il tutto rigorosamente riferito a Pistoia. Stiamo vivendo una crisi che ci vede tutti coinvolti. Le attività economiche languiscono. Dal negozio, all’artigiano, alla piccola impresa fino alla grande azienda, il momento è drammatico per tutti. I nostri amministratori sembrano non accorgersi di nulla. E ‘ difficile che questo tema, così scomodo per tutti, venga affrontato con chiarezza ed onestà.   Si è cercato di farlo, parlando con chi è attento alle grida di dolore che vengono dalla gente. E  durante gli interventi, alcuni di noi hanno avuto il coraggio di dire che “il re è nudo”. Non abbiamo tirato fuori formule magiche che risolveranno i problemi, ma sicuramente siamo stati lontani dai trionfalismi autocelebrativi e dagli struzzi che pur di non vedere, caccerebbero la testa dovunque. C’è stata grande partecipazione di pubblico, che ha dimostrato  attenzione e vivo interesse agli argomenti in campo. Veramente un grande successo, un successo personale, un successo della Lega Nord Toscana che ha saputo intercettare ancora una volta i bisogni della gente, senza demagogìa, e con sensibilità, ascoltando le idee di tutti:  vista la grande richiesta, intendo dopo le denunce, organizzare un altro convegno con le proposte. Vi allego qui sotto l’articolo, uscito ieri su Quarrata News che relaziona il convegno con alcune foto.

Oggetto: [QUARRATA/news] LA PISTOIA DEI FALSI, LA FALSA PISTOIA
di Alessandro Romiti

Relatori senza etichette e argomenti bollenti, trattati fuori dai denti al Convegno sul Declino di Pistoia, partecipato ieri sabato 29 da Renzo Bardelli, Edoardo Bianchini, Rinaldo Incerpi, Oscar Tonini, Giancarlo D’Emilio moderati da Daniela Simionato.
Pistoia, ovvero “la città dove si uccide senza colpo sparare” usando, solo il silenzio, quello più profondo. Questa la più forte delle numerose e qualificanti definizioni citate e sottoscritte congiuntamente da tutti i relatori.
La soddisfazione della platea è stata ampia e condivisa, ma perciò amara e sconfortante: il tavolo dei relatori ha concluso in modo impietoso che Pistoia è una “citta morta” dove vige la cultura dell’assistenzialismo, nella quale i figli si adagiano nelle rendite consolidate e negli impeghi pubblici, indotti a ciò dalla stessa famiglia, negata all’istinto di una sana cultura imprenditoriale.
Oggi appare chiaramente che l’arretratezza progettuale della città e il nichilismo che la pervade non hanno causa nella congiuntura macro-economica, ma sono l’effetto di una continua depredazione delle risorse vitali, succhiate via – come un tumore – da un sistema di potere consolidato in oltre dieci lustri di una amministrazione con governo monocolore, diffusa, ubiquitaria e soprattutto letale per la città.
Pistoia, una città da sempre imperniata su vivai e la Breda che, per questo, ha visto rinnegare ogni promozione e sostegno alle attività manifatturiere più nobili, frutto di testimonianze artigianali oramai estinte dove quella della biancheria è stata solo una delle tante insieme al settore legno, della carta, del rame.
Dopo una rassegna di memorie più generali sulla natìa città di D’Emilio, è seguita la dolorosa e attuale considerazione del sindacalista e dipendente Breda (Ugl) Oscar Tonini, che ha scoperto insieme a Incerpi e Bardelli il velo delle inefficienze gestionali che hanno da sempre oppresso lo stabilimento di via Ciliegiole e di cui, oggidì, il mercato chiede conto.

Dopo che negli anni ’90 la Breda venne ceduta all’Ansaldo (all’epoca Iri, con la volontà e la mediazione dei gerarchi regionali Chiti e Bassolino, registi della sinistra al potere nelle regioni corrispondenti alle sedi aziendali) ha preso campo il più lacerante sviluppo del sindacalismo tout court – oggi allineato sotto la Cgil –, autentica minaccia per il primo dei requisiti da ricercare in una industria: la produttività, ovvero lo sviluppo. Come è possibile ritenere sostenibile una realtà aziendale dove è premiata la certezza di privilegi e diritti, subordinandoli a indispensabili doveri? «Non vedo l’ora che la Cgil scompaia», ha detto Bardelli.
I continui proclami dolenti dei sindacati, sulle vicende Radicifil e Breda, sono divenuti un arido urlo monotonale: «… le istituzioni facciano qualcosa!». Appare a tutti chiaro che, le condizioni attuali di Breda trovano un fondamentale riscontro negli indirizzi che proprio le istituzioni hanno indotto con la politica di malgoverno e lottizzazione dell’industria, oramai decotta e vòlta alla crisi più completa.
Sulla Breda, chiosa Incerpi, è emblematico il caso di quella società di Verona che, acquisiva contratti di appalto e li ri-subappaltava ad una piccola società pistoiese, operante quindi nella medesima piazza!
Strabiliante la relazione di Renzo Bardelli che, con una profonda esperienza del territorio e delle istituzioni locali, usando una dialettica schietta e verace, ha richiamato le gravi ipoteche cultural-sociologiche che schiacciano, oramai da sempre, la città dei confetti.
L’ex primo cittadino, ha contestato prima di tutto la falsa convinzione – consolidata nella coscienza comune – che vorrebbe la Pubblica Amministrazione priva di risorse economiche. Bardelli ha tuonato forte che, ben diversamente, le risorse disponibili, purtroppo per i cittadini, sono eccessive, ma vengono sperperate dai numerosi centri di spesa che si rigenerano in piena autoreferenza negli sperperi, progressivi ed esponenziali.
Il novero è stato puntuale, quanto incredibile: sull’area del nuovo ospedale, sono previste due zone di urbanizzazione viaria con cifre di ben 9 milioni di euro (le cosiddette rotonde); una Porta nuova da ben 13 milioni, senza dimenticare il costo del progetto del mancato Ponte di Calatrava, con un costo, per i contribuenti pistoiesi, di ben 1 miliardo delle vecchie lire (Incerpi dixit).

Bianchini è intervenuto riferendo della sua allucinante vicenda personale, vissuta nella realtà del mercato immobiliare e riferendo anche altre esperienze allucinanti, sofferte da semplice cittadino disintegrato dal contesto organico pistoiese.
Il relatore ha fatto ricorso alla formula La Pistoia dei falsi, la falsa Pistoia: il riconoscimento alla testimonianza è stato dato da gente della platea che ha letto il suo libro bianco De domo sua orati, una denuncia circondata da una diffusa omertà, collusa con una ignavia che sembra attraversare in un solo spirito l’intera comunità, vittima e protagonista nello stesso tempo, della prevaricazione politica.
Bardelli ha sottolineato un vuoto delle istituzioni decisamente clamoroso, contestando come, in questi anni l’amministrazione comunale non abbia mai rivolto alla cittadinanza un invito per qualche pubblica assemblea dedicata a temi di interesse sociale, urbanistico e comunque comune agli interessi della città.
Sul punto, dirimente l’intervento di due cittadini, incentrato sulla mancanza di una democrazia effettivamente partecipata, tale da garantire senza più delegare ai politici ma ricorrendo, se necessario, a strumenti moderni e più evoluti come il referendum deliberativo, attuato nella più democratica Svizzera in ossequio ad un autentico controllo dei cittadini sulla res publica.
Daniela Simionato ha concluso, riscontrando l’assoluta attualità degli argomenti sviluppati dai relatori e proponendo quindi, a breve, un ulteriore e più esteso incontro con la cittadinanza.

Cliccare sulle immagini per ingrandirle.
[Domenica 30 ottobre 2011 – © Quarrata/news 2011]
 e gli altri relatori , Renzo Bardelli, Rinaldo Incerpi  e Giancarlo D'Emilio

Nella foto con Daniela Simionato, Edoardo Bianchini e Oscar Tonini, e sopra gli altri relatori: Renzo Bardelli, Rinaldo Incerpi e Giancarlo D'Emilio

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Resoconto Convegno “Declino di Pistoia”

13 febbraio 2012

Si è trattato di un confronto pubblico sul declino di Pistoia, organizzato da Daniela Simionato, capogruppo della LegaNordToscana e segretaria comunale di Pistoia.

Un confronto volutamente trasversale, stavolta con i politici tra il pubblico, al quale hanno partecipato come relatori persone altamente qualificate, senza un’etichetta politica, ma che per incarichi istituzionali passati o per competenze ed esperienze di lavoro e di vita vissuta sul nostro territorio, conoscono bene la città e il suo tessuto sociale ed economico. Si è parlato di lavoro, di economia, di valori e di tradizioni, il tutto rigorosamente riferito a Pistoia. Stiamo vivendo una crisi che ci vede tutti coinvolti. Le attività economiche languiscono. Dal negozio, all’artigiano, alla piccola impresa fino alla grande azienda, il momento è drammatico per tutti. I nostri amministratori sembrano non accorgersi di nulla. E ‘ difficile che questo tema, così scomodo per tutti, venga affrontato con chiarezza ed onestà. Si è cercato di farlo, parlando con chi è attento alle grida di dolore che vengono dalla gente. E durante gli interventi, alcuni di noi hanno avuto il coraggio di dire che “il re è nudo”. Non abbiamo tirato fuori formule magiche che risolveranno i problemi, ma sicuramente siamo stati lontani dai trionfalismi autocelebrativi e dagli struzzi che pur di non vedere, caccerebbero la testa dovunque. C’è stata grande partecipazione di pubblico, sempre attento ed interessato agli argomenti in campo. Veramente un grande successo, un successo personale, un successo della Lega Nord Toscana che ha saputo intercettare ancora una volta i bisogni della gente, senza demagogìa, e con sensibilità, ascoltando le idee di tutti: vista la grande richiesta, intendo dopo le denunce, organizzare un altro convegno con le proposte. Vi allego qui sotto l’articolo, uscito ieri su Quarrata News che relaziona il convegno con alcune foto.
Daniela Simionato

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giovedì 15 settembre 2011 Conferenza stampa di Simionato

13 febbraio 2012

STRADE. DABBENAGGINE, PRESSAPPOCHISMO, CIALTRONERIA?
di Luigi Scardigli

Dabbenaggine, pressappochismo, cialtroneria? “Di tutto un po’, senza stabilire percentuali tassonomiche”.
Lo sostiene Daniela Simionato, capogruppo Lega Nord di Pistoia, a proposito di questo consiglio comunale e lo ha ribadito stamani, nella sede del suo partito, in una conferenza stampa indetta per porre all’attenzione della cittadinanza il rifacimento del manto stradale di alcune vie del centro storico pistoiese.
“Il manto stradale di via Roma e strade adiacenti sottoposte a recente smantellamento – ha spiegato la tenace leghista trevigiana – fa parte di quelle strutture che sono sotto la tutela e la protezione delle belle arti, visto che anche Montaigne, nel lontano ’600, apostrofava, con lode e plauso, le vie di percorribilità della città. Bene, si è iniziato a lavorare su questo lastricato dopo che una decina di anni fa, scarsa, si era già provveduto a parziale ammodernamento per togliere i marciapiedi e fissare i lampioni. Questo nuovo intervento ̶ che sembra aver avuto il placet della Sopraintendenza, poi no, poi non ce n’era bisogno, in un’altalena di concessioni e omissioni poco edificanti –, oltre che non essercene alcun bisogno, credo che non possa che svilire l’importanza storica e artistica di quelle pietre che non sono state dismesse per essere mandate a restauro a Fiorenzuola, ma mal tolte e irrimediabilmente deteriorate: lo si capisce dalle bolle di spedizione del materiale e da quelle di ritorno, con una sequenza cronologica letteralmente astrusa, visto che la prima è datata antecedentemente all’inizio dei lavori. Certo, i soldi per questo intervento fanno parte di uno stanziamento di 1 milione e 600mila euro che la Regione Toscana ha ottenuto dalla Comunità Europea e che è stato impiegato anche per soddisfare altre esigenze urbanistiche, ma i soldi destinati a rovinare, per sempre, il prestigioso e sublime lastricato di alcune strade del centro storico potevano essere utilizzati per non farne marcire altre lontano dalle mura, o destinati ad altri interventi semplicemente inderogabili”.

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Buchi nel bilancio ASL ma aumenti di stipendi ai dirigenti !

13 febbraio 2012

Dopo aver trascorso le festività natalizie ad ascoltare sermoni e predicozzi culminati nel discorso di fine anno del presidente Napolitano, monotematici ed esortanti ad un rigore ascetico, leggo i dati sulla ASL di Pistoia.
Con una perdita in bilancio di circa 24 milioni, la nostra azienda ha pensato bene di aumentare gli stipendi ai dirigenti e funzionari con grande generosità. Fra i beneficiati anche il nostro sindaco “part time”.
Vedendo avvicinarsi il termine del secondo mandato e quindi non rieleggibile, c’è da capire che il nostro devolva più impegno alla professione, pur sempre a part time, che al pubblico incarico. E per questo c’è da pensare che abbia avuto il suo bell’aumento. Che Berti tiri a “far ciccia” è umanamente comprensibile ed è altrettanto vero che per noi che ancora abbiamo la forza di lottare contro questi “alberi della cuccagna”, appartenga ormai al passato. Il presente che guarda al futuro è rappresentato dai magnifici quattro che a fine mese si contenderanno la candidatura a sindaco per il PD.
I miei giudizi di leghista sempliciotta e populista sono sicuramente di parte. Mi piacerebbe che fossero loro, uno dei quali sarà il favorito alla prossima poltrona di primo cittadino di Pistoia, ad esprimersi su questo loro predecessore. Due di loro li conosco personalmente, sono stata collega con uno, e lo sono ancora con l’altro in consiglio comunale , e per quanto ne so Bartoli e Niccolai mi sembrano persone serie. Bene, Roberto e Alberto, seguirete anche voi le orme di Berti, che con l’arroganza di chi sa che nessuno gli chiederà conto del poco che ha fatto, progetta una mostra per celebrare il proprio decennio di governo?
,Una simile domanda meriterebbe risposta anche da Bertinelli e dalla signora Turco.
Probabilmente anche il popolo della primarie sarebbe interessato a queste risposte.

Daniela Simionato
Capogruppo LegaNordT
Pistoia 03.01.2012.

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Comunicato Stampa: Tutti per uno, nessuno per tutti

13 febbraio 2012

Da quando i comunisti italiani, nella miglior tradizione stalinista-leninista, hanno deciso di cambiare la storia, e di diventare tutti americani, è tutto un susseguirsi di novità. Dal famoso ” I care” (ma come lo pronunciavano….) al circolino Arci intitolato a Barack Obama, fino all’ apoteosi della democrazia in America : le primarie. Purtroppo anche stavolta si sono fermati ai titoli, forse perché l’inglese non è mai stato il loro forte. Sono decenni che assistiamo alle cronache delle primarie americane dove scendono in campo i personaggi più strani ed imprevedibili. Animati da ambizione infinita, peraltro comprensibile, visto che ognuno di loro potrebbe diventare l’uomo più potente del mondo. Ma al di là degli aspetti più pittoreschi, ciò che rende quelle primarie veramente uniche è la virulenza dei confronti. I contendenti si affrontano a viso aperto illustrando i loro programmi, ma anche e soprattutto fornendo le proprie credenziali umane e professionali. E ciascuno, senza fare sconti, attacca gli avversari su tutti i terreni leciti. Si va a spulciare la storia di ognuno, e ciascuno viene spietatamente passato al vaglio di rigorosissime disamine. Sono questi incontri- scontri, che di fronte alle decine di milioni di cittadini, determineranno il vincitore. Mi rendo conto che il pretendente alla poltrona di sindaco di Pistoia sia qualcosa di diverso dal candidato a diventare il numero uno del mondo. Ma i principi restano. Qui ognuno razzola nel proprio orto evitando ogni possibile incontro con l’avversario e nel proprio isolamento si sente sicuro per poterle sparare veramente grosse.
Dalle fantasie (definirli programmi mi sembra inappropriato) dei magnifici quattro esce una Pistoia piena di piscine olimpioniche e stadi a quattro anelli, decementificata e dove ogni giorno qualcuno ci offrirà un fiore. La Breda non verrà venduta ma si riapproprierà dell’eccellenza della propria tradizione industriale. Il disagio giovanile troverà il proprio superamento in nuove forme di aggregazione che offrano opportunità di incontro e di qualificazione. Il problema dell’ immigrazione sarà affrontato nel rispetto del singolo individuo privilegiando un nuovo umanesimo alla logica mercantile dello sfruttamento. Se non mancassero lo stregatto ed il biaconiglio sembrerebbe davvero di essere nel paese delle meraviglie.
Sembra di essere al contest delle Piastre, dove vince chi la dice più grossa.
Tre avvocati ed un intellettuale, professionisti o studiosi valenti. Nel loro campo.
Si stanno gettando le basi per rieleggere lo stesso sindaco di sempre. Sì, perché Pistoia ha sempre avuto lo stesso sindaco.
Magari cambiano le fattezze. Ora abbiamo quello bello. Abbiamo avuto quello basso. quello col naso grosso. Ma sono tutte facce dello stesso sindaco. E così queste primarie:
Che sia una signora dai capelli lunghi o un occhialuto professore, un tenebroso intellettuale piuttosto che un rassicurante cittadino, non fa differenza. Come alien, il regime che ci governa assume sembianze che di volta in volta si adattano alle esigenze del momento. Ma come alien, non permetterà mai che i propri figli si attacchino o, peggio, indeboliscano il gruppo. Comunque vada, sarà un disastro.

Daniela Simionato
Capogruppo LegaNordT.

18.01.2012

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Proponimenti del Sindaco Renzi come dire “Scambiamoci un segno di pace”

31 dicembre 2011

Pistoia 31/12/2012

COMUNICATO STAMPA

Per coloro ai quali fossero sfuggiti, ecco i buoni proponimenti di Matteo Renzi per il 2012. Che non è un sindaco qualsiasi, ma uno che incarna il sedicente “nuovo che avanza”.
“Che cosa c’è di più odioso di chi vive di rendita?” si domanda il sindaco Renzi.
Parole che potrebbero essere uscita dalla bocca di Robespierre o di Pol Pot. Parole in libertà per ribadire la giustezza delle misure che a Firenze inaspriranno le tasse sulle seconde case.
Un povero cristo che con soldi tassati acquista un appartamentino pagandoci tutte le tasse del caso e continua annualmente a pagare quello che gli viene richiesto come ICI e che sull’eventuale affitto paga le sue belle tasse, ecco signori, una creatura spregevole. Alla stregua di un usuraio o di uno che fa la borsa nera dei farmaci salvavita.
Caro Renzi, si vergogni di aver detto una simile sciocchezza che, se si limitasse ad esprimere i di lei limiti, meriterebbe quasi di passare inosservata.
Il problema, e forse lei non se ne rende neanche conto, è ben più grave. Si torna a colpevolizzare chi ha qualcosa, il fatto di possedere un cespite diventa un crimine ed il possessore un “nemico del popolo”.
Ecco la sua grave colpa: alimentare l’odio sociale in un momento in cui la crisi accentua le tensioni tra gruppi sociali. Trovare i nuovi untori da dare in pasto alla rabbia della gente.
A quando cammelli e crune d’ago, sindaco. Meno male che l’accesso al regno dei cieli non è regolamentato dalle sue porte telematiche.

Daniela Simionato
Capogruppo LegaNordT

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da Il Foglio:

31 dicembre 2011

In quest’anno tutto thatcheriano ci si commuove per un’asse da stiro

Pare di vederla, Margaret Thatcher,accigliata, che controlla la lista delle spese per sistemare Downing Street (per un totale di milleottocentotrentasei sterline: era trent’anni fa, ma l’attuale premier, David Cameron, ha speso trentamila sterline, il massimo disponibile) e decide che no, non si può spendere così tanto per quell’appartamento, lei e suo marito occupano un’unica stanza da letto, il resto è superfluo, non serve, rimandatelo indietro. Gli archivi nazionali britannici hanno reso pubblici i documenti del governo di trent’anni fa, e tra questi c’è anche un foglio battuto a macchina, che risale al 25 giugno del 1979, con alcune note scritte a mano. Un collaboratore della Thatcher scrive che 464 sterline per sostituire la biancheria e i cuscini e 209 per comprare le stoviglie nuove non sono “plausibili”. E l’allora premier ribatte: “Lo penso anch’io! Posso usare le mie stoviglie. Ricordatevi che usiamo soltanto una stanza da letto. Pago io l’asse da stiro”, che secondo la nota costava 19 sterline. La Thatcher avrebbe riservato lo stesso trattamento austero qualche mese più tardi a un suo ministro, Nicholas Edwards, che voleva rimettere a posto la residenza gallese. Buona idea, rispose la Lady di ferro, “ma non (sottolineato due volte) a questo prezzo. Non credo che davvero una stanza + bagno + cucinino possa venire a costare 26 mila sterline. Mostrami altri preventivi”.

Dicono i commentatori che la Thatcher fosse tanto attenta alle spese perché voleva ridurre a zero le critiche dei rivali politici, in anni in cui la sua ricetta stava per rivoluzionare il ruolo dello stato nell’economia, con i tagli e le rivolte e gli scioperi. Ma la Thatcher era così di suo, spartana e frugale, anche se fosse stata premier nei goduriosi anni Novanta, avrebbe voluto comprarsi da sola l’asse da stiro. Era la sua formazione (da figlia del droghiere), era la sua lotta contro lo snobismo di sinistra (come racconta il film “The Iron Lady”, interpretato da Meryl Streep, che pare abbia fatto un’interpretazione grandiosa: l’attrice ha raccontato di essersi innamorata dell’ex premier, e non se l’aspettava, ché la Thatcher è un brand tossico in certi ambienti, ma poi se la conosci non puoi che amarla), erano la sua borsetta, il filo di perle, i cappellini – marchi inconfondibili di una leadership. Peggy Noonan, mitica commentatrice conservatrice, definisce il biopic sull’ex premier britannico “il regalo cinematografico dell’anno”: non sarà un capolavoro, la sceneggiatura ha dei buchi – dice – ma emergono alcuni tratti della Thatcher che non hanno nulla a che fare con la stretta politica, ma con la dialettica tra i salotti e la pancia di un paese, tra una donna autoritaria (e che finisce per assomigliare al “Diavolo veste Prada”) e un mondo che subisce la sua rivoluzione.
Il 2011 è stato un anno thatcheriano: un sondaggio tra i conservatori dice che è ancora lei il punto di riferimento del partito (al secondo posto c’è il sindaco di Londra, Boris Johnson: una bella botta per Cameron). Spulciando i documenti degli archivi nazionali molti hanno sottolineato le similitudini tra il 1981 e il 2011: la crisi, i “riot”, le preoccupazioni per il matrimonio reale di Carlo e Diana. Ci vorrebbe una come lei oggi, sospirano i Tory più liberisti, che si sono entusiasmati quando Cameron ha detto di no all’Europa, un barlume di thatcherismo nella vita reale, che meraviglia. Perché l’irresponsabilità dei manager e i bonus astronomici non si combattono con le leggi o le restrizioni, ma portandosi da casa le tazze per il té.

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MOSCA CIECA

05 novembre 2011

SCUDI UMANI DE NOANTRI

Che cosa c’è di più infame e vile, tra i metodi di guerra non convenzionale, degli “scudi umani”, gli “human shields” tanto cari a dittatori ed a certi regimi autoritari.
Praticamente prendono in ostaggio gruppi di civili inermi e li deportano presso obiettivi militari sensibili. Se il nemico cercherà di colpire, bombardare o distruggere tali obiettivi, dovrà uccidere anche quegli innocenti.
Un’operazione indegna ed ingiustificabile, qualsiasi fosse il compound da difendere. Usare innocenti, mettendone a rischio l’incolumità, per usi bellici o politici è cosa spregevole.
Fatte le debite proporzioni, ed il paradosso lo capirebbe anche il gatto, riconduciamo le linee di principio a casa nostra.
Non è né più né meno ciò che ha fatto la nostra amministrazione comunale quando sabato, domenica ed altri interventi a “macchia di leopardo” hanno lasciato al buio la città per un’ora.
Per un fine politico, di una fazione politica che vuole mandare un “segnale forte” al governo di colore politico diverso, si è messo a repentaglio la sicurezza dei cittadini. Già camminare per le nostre strade dissestate in condizioni di luce ottimali è un’impresa, Anziani ed handicappati hanno sempre e comunque delle difficoltà. In questo caso i nostri governanti hanno pensato bene di rendere il gioco ancor più divertente. “Mosca cieca” per tutti. Offre il sindaco.
Ci vuole una bella incoscienza a programmare ed autorizzare una simile manifestazione. Vergogna. Non solo: Incalzata dalle opposizioni, il Sindaco e i consiglieri di maggioranza hanno rivendicato la giustezza di questa operazione. Doppia vergogna.

Daniela Simionato
(Capogruppo LegaNordT).

1.10.2011

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martedì 18 dicembre 2018

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