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MEDIOEVO CON PARCHEGGIO

28 ottobre 2011

Giovedì scorso, con mio marito, ho partecipato all’assemblea pubblica tenutasi in Piazza S.Bartolomeo ed organizzata da un comitato di residenti contro il progetto del parcheggio sotterraneo.
La partecipazione è stata modesta e risaltava che come organizzatori e gran parte dei partecipanti appartenessero all’area della “sinistra antagonista”. Forse, un così marcato orientamento ha intimorito qualcuno, e da qui la scarsa adesione della cittadinanza, nonostante l’incantevole serata e lo scenario del sagrato della suddetta chiesa. Peccato.
La grande distanza politica che mi separa dagli organizzatori del comitato non mi impedisce di partecipare come cittadina all’iniziativa e di condividere gran parte delle critiche che vengono mosse all’amministrazione.
Quando si parla della città e della sua difesa da parte di attacchi ed interventi sciagurati, mi piacerebbe che il terreno di confronto e di lotta fosse unicamente l’interesse di Pistoia e dei sui abitanti. Purtroppo non è così.
Da che mi occupo attivamente della nostra città, il ” Piano Cervellati” mi dicono rappresenti un riferimento al quale guardare come modello di sviluppo e recupero della “città storica”.
Il piano in questione è sicuramente importante, non fosse altro per il costo che l’amministrazione ha pagato per la sua realizzazione, ma anche per il prestigio dell’ urbanista per il quale è imprescindibile il rispetto nei confronti della storica struttura del nostro centro cittadino. Pistoia è la tipica città medievale e la preservazione di certi caratteri è fondamentale anche per garantirne la vivibilità.
Il progetto del nuovo parcheggio invece è la negazione di tutte queste premesse. Mi piacerebbe che l’amministrazione sottoponesse tale progetto al Prof. Cervellati, che nel suo piano aveva previsto bel altro per un sito importante come S.Bartolomeo. Se il problema idro-geologico da solo non è sufficiente a sconsigliare tale operazione, pensiamo ai flussi di traffico generati da un parcheggio da circa 350 posti, nelle anguste viuzze della zona. Si sta parlando di mettere le mani sotto la più antica chiesa della nostra città. E se non basta neppure questo, pensiamo alle difficoltà alle quali andranno incontro i residenti, in termini di costi per dover pagare ciò che invece dovrebbe spettargli di diritto. La sconsiderata politica di portare il traffico nella città storica è una scelta antistorica e dove mi si dice di portare i parcheggi alla città rispondo che invece bisogna portare la città ai parcheggi.
Vedo che a breve si terrà a Pistoia un convegno su “Turismo e Medioevo”. Non vorrei che si presentasse la nostra città come quella dove si può “parcheggiare nel medioevo”, nuova frontiera di un tragico, iperrealistico parco a tema.
Anche stavolta la nostra amministrazione conferma la propria straordinaria vocazione a calpestare i diritti della gente presente e futura. Simili disastri, sono “per sempre”, come tragica testimonianza alla posterità.

Daniela Simionato (Capogruppo LegaNordToscana)

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MERCI FALSE, IPOCRISIE VERE

28 ottobre 2011

Passeggiando, come da tanto tempo non mi succedeva, per la Firenze del centro storico, sono rimasta colpita, oltre che da un’impressione di ordine e di pulizia, da dei grandi cartelli che campeggiavano in prossimità di mercatini e bancarelle. In quattro lingue si dice chiaramente che acquistare merce falsa è un reato. La cosa mi ha colpito in modo particolare perché qui da noi, a Pistoia, si va in controtendenza.
Infatti è da qualche settimana che al mercato hanno fatto la loro ricomparsa i tappetini con articoli falsi. Non è un segnale da sottovalutare per una serie di motivi che di seguito passo ad elencare:
- La merce contraffatta produce un grave danno all’economia del nostro paese che di tutto ha bisogno fuorché di ulteriori problemi.
- La merce contraffatta alimenta la filiera del traffico illegale essendo il commercio di strada l’ultimo anello di una catena che trova origine ed alimento nei racket malavitosi internazionali.
- La merce contraffatta ed il suo libero spaccio nella nostra città attraggono elementi sociali irregolari ed illegali con conseguenze facilmente ipotizzabili.
Ai buonisti, magari anche sinceri, che scuotendo la testa ed alzando le spalle commentano che quei poveracci in qualche modo devono guadagnarsi la giornata, ricordo che non si può trasformare l’illegalità in un ammortizzatore sociale. Ma soprattutto prendere atto che lo sfruttamento di queste persone è l’elemento che sta alla base di questo turpe business.
Un po’ come quelli che hanno voluto liberare la donna dallo sfruttamento delle case di tolleranza, per poi consentire che in un paese civile e democratico esista ancora la tratta delle schiave ed il commercio di carne umana sulle nostre strade.
Cerchiamo di uscire dall’ipocrisia del “volemose bene” e adottiamo le norme che il nostro ordinamento detta.
Nel caso specifico la Polizia Municipale ha funzioni ben definite e per quanto mi risulta anche la Camera di Commercio ha del personale da dedicare a questo compito.
Comandante Napolitano, Presidente Morandi vi invito a prendere atto di queste considerazioni ed a intervenire senza esitazioni. La città si aiuta anche così.

Daniela Simionato
Capogruppo LegaNordT.

Pistoia, 24 .10.2011

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Commento alla notizia uscita oggi sulla stampa sull’inagibilità dello Stadio.

16 ottobre 2011

Dispiace, e lo dico con sincero rammarico, che sempre più spesso le mie ipotesi più negative su vicende e problemi della nostra città trovano puntuale conferma nei fatti e, talvolta, nelle cronache della stampa locale. Tre mesi fa avevo scritto un articolo che partendo dalla richiesta del Borgo Buggiano di impiegare il Melani come secondo campo, terminava denunciando uno stato di confusione e disorganizzazione che avrebbe potuto mettere a repentaglio l’impiego dell’impianto nella corrente stagione.

Carta canta, come quella stessa carta sulla quale è riportata una relazione degli organismi preposti alla gestione degli impianti che conclude l’analisi della situazione dello stadio affermando che per ottenere la disponibilità completa dell’impianto sarebbero necessari alcuni lavori (specificati nella relazione), ma che comunque “la mancanza di tali interventi viene compensata dalla riduzione del numero degli spettatori e dall’adozione di misure compensative (ad esempio incremento del numero degli stewards)”. Tutto questo sei mesi fa.

Oggi si legge sulla stampa che il vice-sindaco con delega ai problemi in oggetto si dichiara stupito e ignaro dei motivi che hanno portato gli organi preposti al controllo a questa grave decisione. Sono già iniziati i rimpalli e gli scaricabarile tra documenti smarriti e firme mancanti. Qualcuno dovrà assumersi qualche responsabilità. Il sindaco, in primis, potrebbe mettere l’ennesima toppa esponendosi a rischi ai quali non è abituato. Intanto i tifosi arancioni, tra i quali conto sinceri amici, mi invitano a fare qualcosa.

Ma io, povera Cassandra, oggi elevata dai fatti al ruolo di grillo parlante, posso fare ben poco oltre che denunciare tutti i problemi che affliggono la città. Prepariamoci al peggio.

Daniela Simionato (Capogruppo LegaNordT.)

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CALCIO PROFESSIONISTICO E DILETTANTI NELL’AMMINISTRAZIONE

16 ottobre 2011

Tutto nasce da un evento felice, dell’ingiustamente definito “calcio minore”, della nostra provincia.
Il Borgo a Buggiano, contro tutti pronostici, vince uno straordinario campionato di serie D, guadagnando la promozione in Lega Pro Seconda Divisione (già C2).
A quel punto, passata la gioia, subentrano gli oneri che il futuro campionato impone.
Lo stadio di Borgo necessita di interventi importanti di adeguamento, per i quali la Federazione concede una proroga. Ma c’è un’altra richiesta tassativa alla quale la società deve fare fronte.
Offrire un proprio secondo campo nella provincia, con le carte in regola per il nuovo campionato, come emergenza, qualora il primo non fosse, per qualche motivo, utilizzabile.
La società richiede a Pistoia la disponibilità dello stadio nella quasi certezza che l’impianto fosse a norma. Al termine di settimane perse dietro ad estenuanti quanto farraginose procedure si giunge ad una verifica della commissione vigilanza.
Vengono rilevate una serie di irregolarità che fanno rigettare la richiesta. Il Borgo a Buggiano, a qualche giorno dal termine ultimo per l’iscrizione al campionato, si trova a sperare nello stadio di Agliana, per il quale non c’è certezza, ma resta l’ultima spiaggia per non rischiare di veder vanificati anni di impegno e successi.
Qui finisce la cronaca e cominciano le riflessioni. Non mi intendo di calcio ma la questione che sollevo è di tutt’altra natura.
Data l’importanza dei rilievi mossi dalla commissione di vigilanza, siamo sicuri che lo stadio ottemperi alle norme imposte anche alla serie minore in cui milita la Pistoiese? Solo qualche mese fa si parlava di speranze di ripescaggio per aspirare alla Lega Pro per la Pistoiese. Ma non erano al corrente i nostri dirigenti e amministratori delle stato di inadeguatezza dell’impianto? Soltanto pochi anni fa sono stati spesi fior di quattrini per la “messa a norma” della stadio. Ma a quali norme è stato adeguato se oggi ci troviamo in questa condizione. Oltretutto, la possibilità di avere a Pistoia una squadra che milita in un campionato Pro, anche soltanto per qualche partita, avrebbe portato qualche potenziale cliente alla sempre più asfittica economia cittadina.
La Pistoiese si trova di fronte ad un futuro incerto per le note vicende che hanno coinvolto il presidente Ferrari. Ora un’altra tegola potrebbe abbattersi sulla società.
L’ennesimo pasticcio di un’amministrazione che fa poco e male, tra approssimazione e incapacità. Dispiace che stavolta a farne le spese sia stata una simpatica e meritevole squadra della nostra provincia per la quale provo sincera ammirazione. Se nessun altro ci ha pensato, come consigliere provvedo a scusarmi a nome del consiglio di cui faccio parte per le difficoltà in cui i nostri hanno messo il Borgo a Buggiano, realtà sportiva e societaria che meritava ben altro trattamento.

Daniela Simionato (capogruppo LegaNordt)

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REQUIEM per PISTOIA

16 ottobre 2011

Ormai è certo: i nostri amministratori vivono su un altro pianeta.
Leggo sulla stampa che per l’assessore Lucchesi il degrado non c’è. Ebbene non bastano le foto inequivocabili pubblicate dal giornale, non bastano le continue sollecitazioni da parte dell’opposizione e di cittadini; da quando sono consigliere, ho presentato diverse interpellanze sulla situazione di degrado della nostra città: il sudicio per le strade, l’abbandono dei nostri giardini, le esalazioni delle fogne proprio nel centro storico, le scritte sui muri e sui monumenti, la segnaletica orizzontale e verticali inesistenti, le buche sulle strade, senza contare i disservizi nei vari settori ecc. ecc. Ebbene tutto ciò non basta!
La sinistra non era depositaria della cultura oltre che di tutto il resto?
Come mai tutta questa superficialità per non dire incuria, per il nostro patrimonio artistico?
Cascano le pietre della fontana in Piazza S. Francesco, con tanto di bottiglie che affiorano accanto alle ninfee, il pozzo del Leoncino lasciato in balìa di giovani che l’hanno scambiato per tavolo, sedia e cassonetto tutto in uno, o usato come deposito di cassette delle verdure durante il mercato; cascano le mura storiche attorno alla città, si lascia distruggere un muro antico al Villone Puccini, si taglia il corrimano settecentesco in ferro battuto, si distrugge una porzione dello zoccolo lapideo modanato della Biblioteca Forteguerriana, per non tornare sul rifacimento del lastricato in Via Cavour. Se per la caduta di un muro nemmeno antico a Pompei si sono chieste le dimissioni di Bondi, qui? Ttutti zitt? D i chi si chiedono le dimissioni?
E poi qualcuno ce la farà a spiegare all’assessore Lucchesi e al nostro Sindaco che non esiste solo la Sala, che le fabbriche chiudono, i negozi languiscono perchè la clientela è irresistibilmente attratta dagli sfarzosi centri commerciali, il mercato ed i suoi ambulanti minacciano di andarsene cedendo le loro licenze a commercianti stranieri. Le oscure prospettive della Breda non fanno altro che confermare un irreversibile declino. Tragiche realtà che stanno scuotendo un tessuto economico e produttivo ormai lacero e sfibrato.
Ma l’ordine di scuderia è dire che tutto va bene e che non può andar meglio a causa dei tagli del Governo.
Ma allora si spieghi come mai in altre città, dove pure i tagli ci sono stati, la situazione non è a questi livelli di degrado?
La verità è che il nostro Comune è al collasso finanziario grazie ad anni di sciagurata politica dello struzzo e degli sprechi.
Si vuole guadagnar tempo, il tempo del termine dei vari mandati e, ovviamente, della maturazione dei diritti di lauti esborsi e nuove poltrone dalle quali progettare nuovi futuri che qualcun’ altro dovrà mettere in pratica. Rinviare gli impegni e autocelebrarsi con tristi e noiose liturgie piene unicamente di retorica e luoghi comuni.
E’ giunto il momento che i Pistoiesi abbiano un impeto di orgoglio, un estremo atto di solidarietà cittadina e pretendano di non essere più presi in giro. Basta con chi non conosce la concretezza dei problemi del quotidiano. Amen.

Daniela Simionato (Capogruppo Lega NordT)

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Interpellanza urgentesulla Fondazione Accademia di Musica Italiana per Organo;

16 ottobre 2011

Pistoia 30.09.2011
Al Presidente del Consiglio
Al Sindaco
e p.c. al Segretario Generale

INTERPELLANZA URGENTE

Premesso che per quest’anno sono stati accantonati € 23.000 come contributo alla Fondazione Accademia di Musica Italiana per Organo;

VISTA che la suddetta Fondazione riceve ogni anno 23 mila euro dai tre enti fondatori, cioè Provincia, Comune di Pistoia e Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia;

CONSIDERATO che quest’anno non c’è stato alcun ritorno per Pistoia, in quanto l’Accademia ha fatto solo un piccolo corso a Gavinana e alcuni pochi concerti rigorosamente fuori Pistoia, e che nemmeno in passato ha brillato per la sua attività;

CONSTATATO che La fondazione Accademia di Musica Italiana per Organo ha acquistato nel 2000 un organo inglese di grande pregio e questo è stato collocato nella chiesa di S. Francesco di Pistoia e restaurato nel 2004;

TENUTO CONTO del momento di particolare dissesto in cui versa il nostro Comune,

La sottoscritta interpella Le SS.VV.
sui seguenti punti:

1. Se codesta Amministrazione intende erogare anche quest’anno i 23.000 € di contributo alla suddetta Fondazione, nonostante il bilancio sia in grave deficit.
2. Se sì, come mai, dato che l’ attività dell’Accademia non giustifica neppure uno dei tre contributi, tanto meno i 69 mila euro totali.
3. Come mai in questi anni noni si sia chiesta ragione all’Accademia della sua scarsa attività a Pistoia.
4. Come mai sono ormai almeno 4 o 5 anni che su questo strumento non viene fatta alcuna attività, sebbene fosse stato acquistato proprio per attività qualificanti
5. Inoltre come mai un organo appena restaurato e che quindi dovrebbe essere in garanzia, presenta dei guasti gravi per la cui riparazione occorrono fondi.
6. Se è vero che i restauratori non hanno mai presentato la garanzia.
7. Come mai non si fanno verifiche sull’impiego dei contributi e non si fa un uso più saggio delle proprie risorse, che oltretutto sono, si dice, pressoché inesistenti.

Nell’attesa di un a risposta, distinti saluti.

Daniela Simionato
Capogruppo LegaNordT

P.S. L’urgenza dell’interpellanza è data dal timore che venga erogato il contributo prima che si affronti il problema. in Consiglio Comunale.

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Lettera aperta ad amici e conoscenti

16 ottobre 2011

BOBO in copertina

Il sentire non sempre si accorda col ragionare, ed in politica mi è sempre stato sconsigliato di seguire spinte emozionali. Ob torto collo ho cercato, usandomi una certa violenza, di fare come dicono quelli più esperti e scafati di me. Ho cercato di farmene una ragione del fatto che la politica sia sempre e solo sangue e m….a. Ho cercato. Senza riuscirci completamente, però. E lo dico con malcelato orgoglio. Ho creato un filtro che mi evita i coinvolgimenti emotivi sotto certi livelli. Le fesserie non mi toccano, passando su di me come acqua sul vetro.
Resto però vulnerabile a quegli eventi che cercano di screditare certi valori, certe figure di riferimento alle quali cerco di ispirarmi, con grande umiltà, nella mia attività politica e, più in generale, di cittadina.
Ero stata preavvisata, con altri amici, dall’onorevole Morganti che era in arrivo un articolo con copertina dell’Espresso che, almeno negli intendimenti di chi l’aveva scritto e soprattutto di chi l’aveva pubblicato, avrebbe dovuto rappresentare una picconata al nostro amato ministro dell’Interno. Una notizia che, in tempi di dossier che colano vetriolo, avrebbe dovuto fare esplodere un nuovo caso, stavolta all’indirizzo del nostro Bobo.
Stamani, non con una certa fatica, ho tirato fuori tre Euro per acquistare ciò che ritengo la negazione di ogni etica giornalistica, L’Espresso. Ma dovevo sapere.
La foto a tutta copertina lasciava presagire verità nascoste da far accapponare la pelle.
Non vi nascondo che provavo una certa emozione mentre scorrevo le pagine patinate alla ricerca di ciò che forse poteva cambiare la mia prospettiva politica, presente e futura.
E poi, quanto sollievo nel leggere il nulla che emergeva da effluvi di parole che parlavano di tutto fuorchè di una qualche fattispecie che vedesse Maroni responsabile di alcunchè di illecito.
Ma anche quanta rabbia, nel vedere l’accanimento e l’impegno per gettare discredito sul ministro. Condizionali e forme impersonali, foto della sua portavoce, che ha il difetto di essere una bella trentenne, ipotesi da strizzatina d’occhio, o toccate di gomito.
Quattro pagine nelle quali si raconta la storia della Mythos, importante società di consulenza milanese, alla quale il nostro pare abbia fatto consulenze (era ed è avvocato) per un totale 60.000 Euro in vari anni. Fatture tutte regolarmente emesse e dichiarate. L’ultima delle quali, pare, non incassata per insolvenza della suddetta società. E allora? Dicono che non è chiaro quali compiti Maroni abbia svolto a fronte di quelle parcelle. E’ sufficiente questo per dedicare una copertina sottotitolata con un infamante “tu quoque”?
Cari amici il fango ad “alzo zero” è diventato pratica comune. Ma nonostante questo non sono qui a invocare limiti alla libertà di stampa. Infatti operazioni come questa si ritorceranno inesorabilmente contro mandanti ed esecutori. L’opinione pubblica è meno fessa di quanto certi geni dell’intrigo possano pensare. Se decine di migliaia di italiani, fra i quali la sottoscritta, hanno firmato l’appello del Giornale che chiedeva le dimissioni di Fini per l’”affair Montecarlo” sulla base di riscontri inoppugnabili, vorrei vedere come reagirebbero i lettori dell’Espresso ad una simile sollecitazione fondata su ciò che gli anglosassoni chiamano poco elegantemente bullshit.
Per concludere, se tutti coloro che percepiscono parcelle ed emolumenti senza che sia chiaro a fronte di quale impegno o risultato dovessero finire in copertina, mi sapete dire quanti rotocalchi e relative prime pagine sarebbero necessarie per ospitare le foto dei dirigenti e consulenti del Comune di Pistoia ?

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Situazione Ansaldo/Breda Pistoia

16 ottobre 2011

PROBLEMI TANTI, PROSPETTIVE POCHE

L’interesse della General Electric per la Breda fa pensare ad un futuro in cui essa diventa un puntino su una carta geografica mondiale, un ufficio all’ennesimo piano di un grattacielo popolato da manager multilingua (italiano escluso). Un’immagine drammatica ma dannatamente probabile sul destino della nostra azienda più prestigiosa.
Da una recente indagine riportata dal “Sole 24 Ore” sulle variazioni dei depositi bancari nelle province italiane emerge che a Pistoia negli ultimi quattro anni i risparmi depositati in banca dalle famiglie si sono ridotti, in termini reali, del 7,2%, collocando la nostra città all’ 88mo posto in Italia.
Vivo a Pistoia da quasi trent’ anni e mai avevo visto incombere sulla nostra città lo spettro della miseria. I due più importanti bar storici pistoiesi hanno da poco chiuso i battenti e forti sono i timori che non riapriranno per un lungo periodo. I cartelli di “vendesi/affittasi” si moltiplicano in maniera esponenziale su attività ed abitazioni. Nel commercio al dettaglio, nuove chiusure e licenziamenti sono stati decisi per l’autunno.
Io penso che la prima ragione di questa tragica realtà sia da ricercarsi nel fatto che Pistoia non produce la ricchezza necessaria alla propria sopravvivenza.
Ad un terziario sovradimensionato per le necessità di questa città, fa riscontro una produzione, un’economia “reale”, veramente modesta.
Ho avuto modo di affermare in varie occasioni che il vivaismo è rimasto l’ultimo baluardo della produzione pistoiese; ma per caratteristiche peculiari, sia del settore che dell’occupazione generata, non è pensabile che possa, da solo, risollevare le sorti della nostra città.
Ricordo che quando, negli anni ‘80 sono arrivata a Pistoia, esisteva un fiorente settore della biancheria per la casa e dell’abbigliamento Oggi tutto questo è finito per tanti motivi. Fattori esterni, ma soprattutto responsabilità politiche ed errori imprenditoriali.
Come consigliere comunale di minoranza posso fare ben poco per lenire i malanni che affliggono Pistoia però come Cassandra posso anticipare un futuro tragico per la nostra città.
Resta da chiedersi perché chi governa Pistoia continui ad ostentare ottimismo. E’ vero che bisogna mantenere alto il morale della truppa, ma dire che tutto va bene di fronte a simili evidenze significa vivere su un altro pianeta. Quello dei politici, appunto.
L’unica possibilità per la città, se vogliamo che le future generazioni abbiano ancora radici pistoiesi, sta nella capacità di creare attività che producano ricchezza mettendo a profitto le risorse della città e del territorio. Un progetto ambizioso che generi un terreno favorevole alla nascita di una nuova generazione di imprenditori, liberi da vincoli e condizionamenti, dotati di spirito di iniziativa, di professionalità e con risorse adeguate.
Forse, e dico forse, soltanto così le ricchezze ed i prodotti della nostra terra potranno trovare spazio in un mercato sì globale e competitivo ma, tutto sommato, anche alla ricerca di quei valori e di quella genuinità che qui da noi sono di casa.
Una sfida epocale che potrebbe veramente essere l’ultima. Come in un torneo a eliminazione diretta: dentro o fuori.

Daniela Simionato
Capogruppo LegaNordT.

13.08.2011

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SCUDI UMANI DE NOANTRI

16 ottobre 2011

Che cosa c’è di più infame e vile, tra i metodi di guerra non convenzionale, degli “scudi umani”, gli “human shields” tanto cari a dittatori ed a certi regimi autoritari.
Praticamente prendono in ostaggio gruppi di civili inermi e li deportano presso obiettivi militari sensibili. Se il nemico cercherà di colpire, bombardare o distruggere tali obiettivi, dovrà uccidere anche quegli innocenti.
Un’operazione indegna ed ingiustificabile, qualsiasi fosse il compound da difendere. Usare innocenti, mettendone a rischio l’incolumità, per usi bellici o politici è cosa spregevole.
Fatte le debite proporzioni, ed il paradosso lo capirebbe anche il gatto, riconduciamo le linee di principio a casa nostra.
Non è né più né meno ciò che ha fatto la nostra amministrazione comunale quando sabato, domenica ed altri interventi a “macchia di leopardo” hanno lasciato al buio la città per un’ora.
Per un fine politico, di una fazione politica che vuole mandare un “segnale forte” al governo di colore politico diverso, si è messo a repentaglio la sicurezza dei cittadini. Già camminare per le nostre strade dissestate in condizioni di luce ottimali è un’impresa, Anziani ed handicappati hanno sempre e comunque delle difficoltà. In questo caso i nostri governanti hanno pensato bene di rendere il gioco ancor più divertente. “Mosca cieca” per tutti. Offre il sindaco.
Ci vuole una bella incoscienza a programmare ed autorizzare una simile manifestazione. Vergogna. Non solo: Incalzata dalle opposizioni, il Sindaco e i consiglieri di maggioranza hanno rivendicato la giustezza di questa operazione. Doppia vergogna.

Daniela Simionato
(Capogruppo LegaNordT).

1.10.2011

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La Cina è vicina. A chi ?

16 ottobre 2011

Che la Cina non fosse il male assoluto l’ho sempre pensato.
Ho sempre pensato che un sì grande paese potesse rappresentare un’opportunità più che una minaccia a patto che le politiche commerciali tra i due paesi fossero progettate e sviluppate secondo disegni preordinati in un’ottica imprenditoriale di lungo periodo. Il tutto, senza perdere di vista i possibili effetti collaterali quali i problemi socio-economici che i nostri vicini di Prato stanno vivendo sulla propria pelle.
Il fatto che l’azienda della mia famiglia operi nel settore moda, mi porta a guardare con una sensibilità particolare a questo comparto che ho conosciuto da sempre, nella buona e nella cattiva sorte.
Fatta questa premessa, devo dire che quando sentivo politici di rango parlare della questione, qualche brivido mi correva lungo la schiena. Così quando Prodi invitava ad aprire i nostri porti alle merci provenienti dalla Cina, non era difficile prevedere quello che di lì a poco sarebbe successo: il porto di Napoli inondato di container zeppi di tutto, ma proprio tutto, sotto l’occhio tollerante di funzionari al soldo della malavita organizzata.
E che dire del nostro governatore Rossi che parla più come un console onorario di quella repubblica popolare che come presidente di una regione dove uno dei più importanti distretti industriali (Prato, appunto) ha subito una devastazione che rischia di culminare in un genocidio socio-culturale..
E’ di poco tempo fa: Toscana Promozione e Regione Toscana avevano organizzato una trasferta con il rappresentante dell’Unione Industriale Pratese per valutare l’opportunità per le imprese pratesi di un’eventuale collaborazione con la provincia dello Zhejiang. Il risultato dell’operazione, pagata evidentemente con soldi pubblici, si riassume nel commento lapidario del presidente dell’Unione Riccardo Marini: “Se la missione doveva servire come risposta ai dubbi che avevamo, non ha purtroppo centrato l’obiettivo”.
Le strutture visitate, fa sapere l’associazione pratese, non presentano infatti interesse per le aziende del distretto, in quanto in un ipotetico rapporto di collaborazione “avrebbero ben poco da dare ma piuttosto molto da prendere”. Gli enti di formazione e i laboratori di analisi presi in considerazione mostrano interesse principalmente sulla confezione, allo scopo evidente di colmare un forte gap di tecniche e di competenze, “che è apparso chiaro e significativo dall’esame dei prodotti locali dell’abbigliamento”.
”Probabilmente in Cina esistono poli di eccellenza nel tessile e nella confezione – ha detto Riccardo Marini – ma non sono quelli che hanno fatto vedere alla delegazione toscana: forse la provincia cinese di riferimento non è quella giusta, o magari non lo è stata la selezione delle strutture da visitare”. “Fatto sta – conclude – che la missione è venuta in contatto con realtà incentrate non sul tessile ma sull’abbigliamento e con un profilo tale da non avere nulla da insegnare, ma casomai tanto da imparare”. E conclude “quel che è certo è che non ci possiamo permettere di fare un tutoraggio senza ritorni ai principali concorrenti dei nostri confezionisti. Il know how del distretto, che sia nel tessile o nell’abbigliamento o in qualsiasi altro comparto, non si vende né, tanto meno, si svende”.
Come vedete, siamo alle comiche finali. Addirittura si confonde il tessile con l’industria della confezione. I politici ed i loro tecnici non hanno idea di che cosa si stia parlando. L’importante è andare per il mondo a stringere mani e partecipare a ricchi banchetti, poi se si confondono le lucciole con le lanterne, vorrà dire che il prossimo viaggio consentirà di aggiustare il tiro. Non gli manca (ai politici) né il tempo né i soldi (nostri). Gente cresciuta e formatasi nei corridoi dei partiti o nelle associazioni affiliate e fiancheggiatrici, incapace di distinguere un telaio da una manovra viene designata a guidare le politiche di rilancio della nostra economia regionale. Questo deve fare paura. Allora sì che la Cina può rappresentare una minaccia. Ma non per la loro aggressività, bensì per la nostra inettitudine.

Daniela Simionato
Capogruppo LegaNordT.

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sabato 21 ottobre 2017

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