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GRAZIE PER LE FIRME A FAVORE DEL CROCIFISSO

24 maggio 2011

La Corte dei diritti umani di Strasburgo, ha ribaltato la sentenza di primo grado e assolto l’Italia dall’accusa di violazione dei diritti dei genitori a educare i figli secondo coscienza per l’esposizione del crocifisso nelle aule scolastiche.

E’ stata la vittoria del sentimento popolare dell’Europa in difesa dei propri valori e della propria identità.
Il 10 novembre del 2009 avevo presentato in Consiglio Comunale una mozione che “impegnava il Sindaco e la Giunta a:

1. farsi interprete delle esigenze del nostro tempo e a coinvolgere i Rappresentanti locali dell’Amministrazione scolastica per assicurare la presenza dei crocifissi in ogni aula scolastica e al loro ripristino ove siano stati rimossi, nonché ad una riflessione da svolgere in ambito scolastico sui valori sopra richiamati, insiti nella nostra storia e nella nostra tradizione;

2. schierarsi a fianco del Governo italiano nel ricorso contro la sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo, che costituisce una pericolosa minaccia nei confronti della storia e delle tradizioni dei popoli nonché una grave intromissione nei confronti del sistema democratico del nostro Paese.”

Purtroppo questa mozione non è mai stata discussa, né tantomeno è passata in commissione. Eppure ora siamo a marzo del 2011!

Voglio perciò ringraziare tutti i cittadini che hanno aderito alla nostra raccolta firme a favore del crocifisso, organizzata dalla Lega Nord Toscana, con postazioni qui a Pistoia e in altre città.
Grazie a tutti perché con la vostra partecipazione attiva siamo riusciti a vincere una grande battaglia in difesa di un simbolo irrinunciabile della storia e dell’identità culturale del nostro Paese e a restituire dignità alle nostre solide radici cristiane.

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LA VIA CRUCIS

24 maggio 2011

Che le strade dovessero essere sistemate è un dato di fatto.
Io stessa dal 2007, anno in cui sono stata eletta consigliera comunale, tra le prime interpellanze, presentai quella sulla strade che versavano già in condizioni pietose: buche, dislivelli, mancanza di marciapiedi, avvallamenti, piastrelle sconnesse, , pietre sollevate, scalini sbreccati ecc. e conseguenti problemi per i disabili.
Senza contare che l’Amministrazione doveva risarcire i danni alle vittime di incidenti provocati dalla pessima condizione del manto stradale. Chiedevo se non fosse il caso di provvedere a mettere in sicurezza le strade, se non altro avremmo risparmiato un po’ dei nostri soldi.
Mi fu risposto che non c’erano risorse e che bisognava aspettare i finanziamenti.
E così tra un rattoppo e l’altro, i finanziamenti sono arrivati e con essi, e con un gran tempismo, a Pasqua, ecco il via ai lavori.
Bene; ma non si poteva organizzare la cosa un po’ meglio?
Mi dicono che l’amministrazione e le associazioni di categoria hanno concordato i lavori. Peccato, che molti commercianti non sanno né quanto dureranno, né come si svolgeranno i lavori. E stamattina leggo le lamentele proprio delle associazioni di categoria.
Stiamo vivendo un momento di crisi profonda: la nostra città sta boccheggiando, molti negozi hanno chiuso, altri stanno per chiudere, e nessuno sembra rendersene conto. Siamo nel periodo pasquale, un’opportunità per le vendite e il turismo. Da un rapido calcolo dei giorni previsti sul cartello in loco, di Pasque ne saranno coinvolte due. Speriamo che non siano anche due Natali…

E così per agevolarli si è organizzato il lavoro in modo tale da oscurare e tappare completamente i negozi, e solo una silfide può imboccare il passaggio, dietro il pannello; per non parlare di una carrozzina per disabili. Si poteva forse scegliere dei pannelli trasparenti o mettere delle fotografie dei negozi, forse lasciare ogni tanto degli spazi.
Per accelerare i tempi inoltre ci sono squadre di operai (da uno a due) che lavorano a ritmo intenso e con turni massacranti (uno e alle cinque è tutto fermo) Se piove ovviamente si sta fermi. Se devono aspettare che altri operai si raccordino per l’acqua o l’elettricità o le fognature, allora si ferma tutto. Se è festa naturalmente non si lavora. E di notte meno che meno.
Non si poteva studiare la faccenda un po’ meglio, coinvolgendo i commercianti e cercando di andare incontro alle loro esigenze?

Nessuno pretende la luna, ma un po’ più d‘attenzione e un po’ meno d’arroganza forse e ripeto forse, non guastavano.

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Parentopoli 2

24 maggio 2011

Dopo il mio comunicato, apparso sulla stampa locale, intitolato “Parentopoli” in cui lamentavo il fatto che nonostante la delibera di Giunta del 21.10.2010, contro il nepotismo, nulla era cambiato rispetto alle situazioni conosciute di parentela, affinità e convivenza, non ho ricevuto alcuna risposta. Il Sindaco durante un CC, parlando di tutt’altro, vi accennò dicendo che non era vero.
Purtroppo non è così, infatti c’è stato un solo trasferimento, tanto da far sembrare la delibera strumentale. Ci sarebbe poi da contestare non solo i casi di diretta subordinazione tra affini, parenti ecc. oggetto della delibera, ma anche un disinvolto modo di procedere con le assunzioni che guarda caso privilegiano parenti e amici, congiunti.
Nel frattempo, sento dire che sarà soppresso il servizio gestione demografica, e che ci sarà una riorganizzazione dell’U.O. elettorale, anagrafe e stato civile, raggruppando il tutto nel servizio di segreteria generale che a questo punto potrebbe andare in tilt visto il carico di lavoro.
Ora, se lo scopo della ristrutturazione fosse il risparmio, sarebbe buona cosa, purché però la stessa fosse fatta con criterio. Ma sembra proprio che lo scopo non sia questo.
Si spieghi infatti perché tempo fa si spesero circa 200.000 € per mandare in pensione alcuni dirigenti e “risparmiare” e poi ci siano state assunzioni, e addirittura si voglia bandire un concorso per assumere un dirigente.
E ancora, perché trasferire un dirigente a un ufficio in cui non ce n’è bisogno, quando potrebbe essere utile in quello in cui già è o in un altro dove oggettivamente c’è più lavoro?
Francamente sarebbe interessante capire che tipo di risparmio è e qual è la ratio che sta dietro a queste manovre.

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PREGHIERE ON DEMAND

24 maggio 2011

Vedo che ancora continuano sulla stampa locale gli strascichi sulla vicenda della “preghiera modificata”: via Gesù e al suo posto Dio. Non ero intervenuta subito nella polemica proprio per evitare strumentalizzazioni, ma francamente mi sento spinta a farlo dopo aver letto il commento del Vicario. Una risposta che a dir poco mi ha sorpreso. Non credo che la maestra con la sua scelta avesse in mente la Trinità, evocata dal Vicario probabilmente per minimizzare e per mettere tutti d’accordo. Perché allora visto che Gesù è Dio ed è anche Spirito Santo, non ha sostituito la parola Dio con Spirito Santo? Chissà, avrebbe incontrato ancor più il favore dei non cattolici.
A quando le preghiere con dei puntini da riempire come meglio si crede?
Il problema non è tanto nella scelta, secondo me sbagliata e ridicola della maestra, ma nel fatto che ormai stiamo veramente perdendo il senso delle cose, del ridicolo appunto, e in primis della fede che deve essere comoda e ruffiana con lieto fine.
Questo piccolo avvenimento ha prodotto un risultato che è la dimostrazione di come sia sempre più diffusa la concezione miope e distorta della laicità.
Una visione secondo la quale fare esplicito riferimento alla nostra religione significa per ciò stesso essere intolleranti, creare discriminazioni.
Piaccia o meno, bisogna prender atto che ci sono due pesi e due misure.
Come ho già scritto in occasione dell’assassinio del ministro pachistano Bhatti che si era fortemente battuto a difesa di Asia Bibi, la cui vicenda ha avuto scarsissima risonanza al confronto di quella di Sakineh: quei mezzi di comunicazione, così solerti di fronte a qualsiasi problema, come mai sono così silenziosi quando le vicende riguardano i cristiani?
Non una parola sulla discriminazione dei cristiani! Anziché gridare il proprio sdegno e la propria condanna, si sta zitti !
Non vergogniamoci delle nostre radici giudaico-cristiane e abbiamo il coraggio di scegliere se recuperare la fede nei nostri valori non negoziabili oppure scendere lungo la china del relativismo , del buonismo e della propaganda politicamente corretta.

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GALASSIA COPIT

24 maggio 2011

GALASSIA COPIT

Finalmente il 23 maggio, dopo più di un anno dalla presentazione di una mozione firmata trasversalmente da diversi gruppi consiliari, tra cui il mio naturalmente, che affrontava il problema Copit nell’intento di trovare una soluzione, dopo vari solleciti in varie sedi, ecco arrivare in Consiglio Comunale la tanto attesa e trascurata mozione. Era ora! Come mai tanto ritardo?
Da più di un anno io stessa me ne occupo, parlando con gli utenti e con i lavoratori e i dirigenti del Copit, mandando alla stampa articoli in cui denunciavo la famigerata rivoluzione con taglio delle corse, tra cui quelle da e per il cimitero, la via Pacini diventata un deserto, il centro trascurato con ordini e successivi contr’ordini. Se gli utenti si sono trovati nella confusione totale, gli autisti non se la passano meglio.
Su di loro grava la responsabilità per l’incolumità di tanti passeggeri, si trovano a guidare dei mezzi in condizioni pietose, con gli ammortizzatori esauriti per il proliferare dei “dissausori di velocità”, per le buche e per lo stato delle strade procurandosi malattie professionali quali il mal di schiena, per altro non più riconosciute tali. E di sera hanno paura. Ci sono, mi dicono, sei sigle sindacali, ma evidentemente non bastano a dare un aiuto a questi lavoratori, le cui condizioni dovrebbero essere migliorate. Nell’interesse di tutti. Inoltre ora si parla di esuberi. Senza contare che gli autisti si sono visti negare i premi annuali di produzione mentre i dipendenti del CTT no. La risposta è sempre stata che non ci sono fondi, quando poi si sa che la Regione ha dirottato le risorse della Porrettana al Copit. Per non parlare di tutti gli altri problemi.
Ma ditemi vi sembra normale che una società di TPL sia composta come segue, se non nell’ottica del poltronificio e del concetto che le responsabilità sono sempre di qualcun altro.
La COPIT s.p.a. controlla, ai sensi dell’art. 2359 – 1° comma del c.c., le seguenti società:
- BluBus s.c.a r.l., con sede in Pistoia, Via Filippo Pacini, 47, avente il capitale sociale di
€ 25.000,00 tramite il possesso della quota del 74,86% (pari a € 18.715,00). La società è stata
costituita insieme a L.A. F.lli Lazzi S.p.A. per l’affidamento del servizio di T.P.L. nella
Provincia di Pistoia;
- FERROVIA ALTO PISTOIESE s.r.l., con sede in Pistoia, Via Filippo Pacini, 47, il cui oggetto
sociale è la costruzione della ferrovia Pracchia – Abetone. La Società è attualmente in
liquidazione e Copit spa. ne possiede il 99,7% del capitale sociale che è di € 18.720,00;
- COPIT IMMOBILIARE s.r.l. Unipersonale con sede in Pistoia, Via Filippo Pacini, 47, avente
il capitale sociale di € 100.000,00 tramite il possesso della quota del 100%. La società è stata
costituita in data 06.10.2008 attraverso il conferimento della “rete” trasporti, in linea con quanto
previsto dall’art. 35 della legge finanziaria 2002. Il valore della partecipazione tiene conto del
valore di conferimento del ramo d’azienda;
- PISTOIA PARCHEGGI s.r.l. con sede in Pistoia, Via Filippo Pacini, 47, avente il capitale
sociale di € 10.000,00 tramite il possesso della quota del 60% (pari a € 6.000,00). La società,
costituita il 20.10.2009, ha per oggetto principale l’attività di gestione parcheggi nell’ambito del
territorio della Provincia di Pistoia.
La COPIT s.p.a. è collegata, ai sensi dell’art. 2359 – 2° comma del c.c., alle seguenti società:
- SOCIETA’ GENERALE TRASPORTI E MOBILITA’s.p.a. – S.G.T.M., con sede legale in
Firenze, Via Pico della Mirandola, 8 di cui la Copit spa ha acquisito una partecipazione di €
2.500.000,00 corrispondente al 27,10% del patrimonio netto.La società S.G.T.M. detiene il 30%
della Compagnia Pisana Trasporti spa;
- TURISMO E CONGRESSI S.r.l., con sede in Pieve a Nievole, Via Mezzomiglio, 8, avente il
capitale sociale di € 25.000,00 tramite il possesso della quota del 30% (pari a € 7.500,00). La
società ha per oggetto l’ attività di sostegno ad enti e/o società pubbliche e/o private operanti nel
campo del turismo.
La Copit spa partecipa alle seguenti altre società:
- COMPAGNIA TOSCANA TRASPORTI S.r.l., con sede legale in Pistoia, Via Macallè 155/117,
avente il capitale sociale di € 1.000.000,00 tramite il possesso della quota del 12,75% (pari ad €
127.500,00). La C.T.T. S.r.l. detiene il 7,31% della ALEXA S.p.A., società appositamente
costituita per l’acquisto insieme ad altre società del 30% della LFI di Arezzo;
- CONSORZIO STRATOS SISTEMI TRASPORTO TOSCANA, con sede legale in Firenze,
Via Saverio Mercadante, 2, avente il fondo consortile di € 50.000,00, tramite il possesso del
7,25% (pari ad € 3.265,00) del fondo. Il Consorzio STRATOS detiene il 40,5% della Società
Clap S.p.A. di Lucca per € 341.369,79;
- PiùBus s.c.a r.l., con sede legale in Firenze, Via Saverio Mercadante, 2, avente il capitale
sociale di € 25.000,00, tramite il possesso della quota del 13,23% (pari a € 3.307,51). Tale
società è stata costituita con L.A. F.lli Lazzi, SITA, Puccioni, Renieri per l’affidamento del
servizio di T.P.L. nel lotto del Circondario Empolese Valdelsa;
- TI-FORMA s.c.a r.l., con sede in Firenze, Via Alemanni, 2, avente il capitale sociale di €
576.577,00, tramite il possesso della quota dello 0,01% (pari a € 51,65).

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Replica sulla questione delle pietre in Via Cavour.

24 maggio 2011

Leggo stamattina sulla stampa accanto alle mie riflessioni e obiezioni sul rifacimento del manto stradale in Via Cavour, la risposta dell’assessore Pallini. L’assessore sostiene che le pietre messe sono quelle vecchie, mandate a Firenzuola per essere levigate e sistemate. Non volendo far polemica, per ora sorvolo su ciò che per me è evidente, ma mi chiedo: che bisogno c’era allora di mandarle fin là con dispendio di mezzi, risorse e tempo, come se a Pistoia non ci fosse nessuno in grado di fare questo lavoro ?

Apprendo con piacere che l’autorizzazione della Sovrintendenza c’è. Bene, come mai non è stato scritto sul cartello apposito , dal momento che ciò è obbligatorio ai sensi del Regolamento Edilizio?

Invito pertanto l’Amministrazione a provvedere immediatamente a farlo.

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LA PIETRA E’ SERENA, NOI NO.

24 maggio 2011

NON VORREI CHE SUCCEDESSE COME IN PIAZZA DELLA SIGNORIA A FIRENZE ANNI FA!

Ormai da quasi due mesi sono in corso i lavori di rifacimento del manto stradale in Via Cino, Via Cavour e Via Buozzi, strade del nostro centro storico.
Che ci fosse bisogno di sistemare le strade è cosa nota. Io stessa dal 2007, anno in cui sono stata eletta consigliera comunale, ho interpellato più volte il Comune per sapere cosa intendeva fare per porre in sicurezza le nostre strade: buche, dislivelli, mancanza di marciapiedi, avvallamenti, piastrelle sconnesse, pietre sollevate, scalini sbreccati ecc. e conseguenti problemi per i disabili e spese per risarcimento danni ai cittadini che vi si infortunavano.
Mi fu risposto che non c’erano risorse e che bisognava aspettare i finanziamenti.
E così tra un rattoppo e l’altro, i finanziamenti sono arrivati e con essi, e con un gran tempismo, a Pasqua, ecco il via ai lavori. Al di là della cattiva organizzazione dei lavori, del momento scelto, Pasqua, dei tempi lunghi previsti, delle modalità con cui si svolgono e che recano danno ai commercianti, pannellature che oscurano i negozi, cose che già ho abbondantemente criticato anche sulla stampa, (e meno male che ora dopo tante insistenze da parte dei commercianti, qualcosa è stato ottenuto) , al di là di tutto questo, ancora non avevo visto lo scempio che si sta producendo in Via Cavour. (Strada che tra l’altro era già stata rifatta nel 1997.)
Come si vede dalle foto allegate, sono state levate le pietre antiche per sostituirle con pietre nuove. Che bisogno c’era di levarle? E poi dove vanno a finire le pietre antiche?
Forse non ci si rende conto che si tratta di un manufatto del settecento. Guardando il cartello dei lavori, la cui foto è pure allegata, si evince che non c’è il benestare della Sovrintendenza delle Belle Arti. Come mai non ne è stata chiesta l’autorizzazione prima di procedere con i lavori.
Possibile che nessuno si sia preoccupato di controllare? Possibile che nessuno si sia ricordato che si tratta di un centro storico vero. Sembra che si sia affidato il piano di rifacimento a un “ragioniere dell’asfalto”, che vuole omogeneizzare tutte le strade per farne il famoso salotto “incellofanato”, tutto uguale e squadrato, anonimo.
La città non deve essere un salotto, il nostro centro storico va vissuto ed è bello perché è vero. Capisco le pietre nuove dove non ci sono, ma qui, con quale criterio ci si è mossi?
Forse vogliamo che Pistoia sia come un parco a tema, come a Disney World dove hanno riprodotto il Palazzo Ducale di Venezia.
Bene, se è questo lo scopo, siete sulla strada giusta, però allora ricordatevi che non ci deve essere una carta per terra né un sacchetto della spazzatura: I parchi a tema sono puliti e perfetti.

(Guardate le foto delle pietre nell’album foto)

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sabato 21 ottobre 2017

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