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“PARENTOPOLI”

25 aprile 2011

Dopo la delibera di Giunta n. 243 del 21.10.2010, relativa al regolamento comunale degli uffici e dei servizi, (seguita alla mozione “anti nepotismo”presentata dal Consigliere Betti ), diventata esecutiva l’8 novenbre 2010, e di cui tanto si è parlato sulla stampa non solo locale, ma persino su La Repubblica nonché in interviste televisive al TG5 ed altre trasmissioni in cui il Sindaco e il consigliere stesso, esprimevano la propria soddisfazione (giustamente) e si autocelebravano per il varo di questo provvedimento, EBBENE dopo tanto clamore, le situazioni conosciute di parentela affinità e convivenza, non sono state toccate o si sono risolte con provvedimenti ad personam, tranne che per un solo trasferimento. Tanto da far apparire strumentale la delibera.

In data 22 novembre 2010 io chiesi con apposito documento se erano stati presi i dovuti provvedimenti e se no, quando si intendeva procedere con l’espletamento della norma.
Mi fu risposto che il termine per l’adempimento era di 60 giorni dall’esecutività e quindi la scadenza era il 7 gennaio 2011.

Siamo ai primi di aprile, ma ormai nessuno ne parla.

Che cosa raccontiamo ora alle televisioni e agli organi di stampa?
Gli diciamo che era solo una sceneggiata, tanto per buttare fumo negli occhi ?
Ma soprattutto i nostri concittadini devono essere turlipinati ?

Daniela Simionato
Capogruppo LegaNordT

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Palese vessazione dei cittadini

25 aprile 2011

Il Comune verso la fine dell’anno ha predisposto dei controlli per regolarizzare
i passi carrabili, includendo quelli a raso.
I Vigili urbani appellandosi all’ articolo 22 del Codice della strada, fanno firmare ai proprietari dei passi a raso una “richiesta di regolarizzazione” del passo che praticamente è una semplice richiesta del cartello di divieto di sosta, dietro pagamento del relativo canone. Il proprietario del passo a raso non sa e tanto meno non viene informato che potrebbe rifiutarsi di firmare la “richiesta di regolarizzazione”. Infatti l’articolo 44 del decreto legislativo n. 507/1993 definisce i passi carrabili “quei manufatti costituiti generalmente da listoni di pietra o altro materiale o da appositi intervalli lasciati nei marciapiedi o, comunque, da una modifica del piano stradale intesa a facilitare l’accesso dei veicoli alla proprietà privata”. Quindi se non c’è occupazione, non c’è neanche tassa.
Questo abuso normativo è perpetrato attraverso il regolamento COSAP 2010 approvato con la deliberazione n. 42 del 15/03/2010.
Mi risulta che in merito è stato dato un parere sfavorevole da parte del tecnico in una comunicazione del 9 marzo 2010 all’assessore Pallini, ma questa volt6a il parere tecnico non è stato preso in considerazione.
Bisogna smettere con queste operazioni a danno dei cittadini solamente allo scopo di far cassa
Come per esempio è successo in passato per la Tia quando l’Amministrazione facendo riferimento a un regolamento completamente disatteso per sei anni e rispolverato alla bisogna, giocando sulla buona fede dei cittadini che pensavano di essere a posto avendo comunicato all’ufficio anagrafe il cambio di residenza, ha triplicato la sanzione (contro la legge), creandosi la legittimità per farlo con una delibera ad hoc. Ciò denota la malafede e l’intenzione di far cassa mettendo le mani nelle tasche dei cittadini e per di più, dei più deboli.

Daniela Simionato
Capogruppo LegaNT

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SOLUZIONE COOP

25 aprile 2011

Un supermercato, a Pistoia, al fine di tutelare la sicurezza dei propri clienti ha attivato un servizio di vigilanza privata nel proprio parcheggio adiacente.
Non è che quel parcheggio fosse pericoloso o che eventi criminosi avessero avuto luogo in quegli ambiti. Però quel parcheggio era diventato territorio controllato da extracomunitari che chiedevano insistentemente il carrello per ricavarne l’euro oppure proponevano, illegalmente, le loro mercanzie di incerta provenienza.
Sicuramente i clienti si saranno lamentati e l’intervento di presidio del parcheggio ha fatto svanire ogni forma di accattonaggio o commercio abusivo.
Questo importante supermercato ha agito nell’interesse proprio e della propria clientela, tutelando l’ordine e la legalità.
Ci complimentiamo con la COOP che per prima ha avuto il coraggio di intervenire su un terreno minato come questo.
La COOP si sa, è il braccio commerciale della sinistra istituzionale.
Speriamo che questa operazione sia di esempio anche a quei politici che non vanno al supermercato come non vanno in autobus e nemmeno prendono un treno regionale.
Solo chi i problemi li vive è in grado di porre loro un rimedio.

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sabato 21 ottobre 2017

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