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In questo archivio sono presenti 10 articoli.

NO ALLA LEGA A PISTOIA? LIBERTA’ DI OPINIONE O NEGAZIONE DEL CONFRONTO DEMOCRATICO.

11 marzo 2011

E’ interessante curiosare su FaceBook per trovare nuovi e stimolanti spunti di riflessione.

Ho appena trovato, ad esempio, il gruppo che si riconosce nell’esplicito “No alla Lega a Pistoia” e scorrendo tra le adesioni trovo in bella evidenza  TVL, l’unica televisione locale attiva nel nostro comune. Così come, andando avanti trovo l’assessore Silvia Ginanni e Fabio Calamati, giornalista del Tirreno.
Premesso che ognuno a titolo personale è, ci mancherebbe altro, libero di pensare ciò che vuole e di scriverlo pubblicamente, vorrei però sollevare qualche eccezione sui tre casi qui sopra esposti.

Il fatto che TVL aderisca al dictat di non consentire alla Lega una presenza nella nostra città mi aiuta a capire perchè io, capogruppo di un partito che alle ultime elezioni regionali ha ottenuto a livello comunale oltre il 7% confermandosi la quarta forza nella nostra città, sia stata invitata una sola volta in un anno ai dibattiti che settimanalmente vanno in onda su questa emittente.
Il fatto che l’assessore Ginanni non abbia nessuna simpatia per il nostro partito è legittimo. Il fatto che voglia bandirlo dalla città, un po’ meno. Anzi direi che l’idea di “annullare” l’avversario politico richiama tristemente alla memoria la pratica leninista tanto cara ai nostalgici del comunismo. Quando l’avversario è scomodo, si sopprime. Decine di milioni di vittime ce lo ricordano.

Anche il giornalista Calamati, probabilmente soffre di simili nostalgie e fa quel che può per recludermi nella categoria degli “invisibili”.

Vedete, il problema è che in questa città, il regime si ostina a voler pensare che ciò che non va bene a loro non ha diritto di esistere, con buona pace di quel poveretto che sarebbe stato pronto a dare la  vita purchè al proprio avversario venisse garantito il diritto di espressione.

La democrazia a Pistoia.

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L’ennesima excusatio non petita

11 marzo 2011

La confusa e banale demagogia del sindaco Berti sulla questione dell’asilo. Quella sì che fa indignare molti cittadini pistoiesi.

Che cosa c’entra Pistoia e la sua immagine in questa torbida storia.

Il tentativo del nostro primo cittadino è quello di identificare la città con la sua amministrazione. Attenzione, ci ammonisce, che qui si vuol fare di tutta l’erba un fascio.

Eh no, signor sindaco, è esattamente il contrario. Pistoia ha ottime scuole materne e ottimi insegnanti e come madre di un ragazzo grande ho sperimentato di persona questo sistema. Nel caso del Cip e Ciop esistono responsabilità specifiche delle due sciagurate maestre, ma esistoni anche inquietanti “zone d’ombra” nel comportamento di funzionari e/o dirigenti dell’amministrazione. Quindi niente c’entra la città e nessuno pensa che il nostro sistema educativo sia cattivo. Invece di invocare la solita retorica del “comunque vada noi siamo nel giusto”, si lasci che la giustizia faccia il proprio corso e se coperture e connivenze saranno accertate sarà il codice penale a determinare il quanto ed il come.

Daniela Simionato/Lega NT.

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Lavoro e sicurezza

11 marzo 2011

Ultimamente purtroppo si è letto sui giornali di  troppi infortuni sul lavoro, spesso mortali. Queste tragedie fanno male,  soprattutto rendendosi conto che spesso potrebbero essere evitate.

In seguito a questi accadimenti si leggono messaggi di cordoglio e di condoglianze per le famiglie delle vittime. Messaggi doverosi, è vero; ma non bastano. Non basta dire che tutti devono fare “qualcosa” così  genericamente affinché ciò non accada più: e’ chiaro che ciò non deve accadere più.

Negli ultimi anni i termini lavoro e sicurezza sembrano non trovare un punto di incontro. Le morti bianche sono più di 1000 ogni anno e i sindacati, il governo e i cittadini sembrano non riuscire a modificare sostanzialmente questo dato.

Non manca certamente una normativa a questo proposito né gli organi preposti a tale compito:

- Il contratto di lavoro in cui le parti dichiarano e definiscono gli accordi presi specificando diritti e doveri del datore di lavoro e del lavoratore e le relative norme.

- La Costituzione, in cui sono esplicate tali norme agli art. dal 35 al 40, che non descrivo per brevità e che comunque sono ampiamente conosciuti.

- Lo Statuto dei Lavoratori che ha lo scopo di tutelare i diritti fondamentali dei lavoratori dipendenti e delle rappresentanze sindacali di fabbrica garantendo un corretto rapporto tra questi e la direzione aziendale, fisico e morale, garantendogli la dignità e la salute.

Il Governo ha poi costituito degli organi di tutela del lavoro, quali:

-Il Ministero del lavoro e delle Politiche Sociali che controlla e interviene come mediatore nelle vertenze tra datori e lavoratori;

-l’Ispettorato del Lavoro, che è l’organo di vigilanza per il rispetto delle norme sul lavoro,

-l’Ufficio del Lavoro, Agenzie per il lavoro e Centri per l’impiego istituiti per il collocamento dei lavoratori e l’assistenza agli emigrati.

I compiti dell’ispettorato del lavoro sono la protezione della salute fisica e psichica dei lavoratori sul posto di lavoro, la verifica del rispetto delle disposizioni sulla durata del lavoro e del riposo, la protezione speciali dei giovani, delle donne incinte o madri che allattano e la prevenzione degli infortuni

Allora mi chiedo: come mai succedono così tanti infortuni e addirittura morti sul lavoro a dispetto di tutta questa normativa?

Come mai non vengono fatte rispettare le norme che esistono?  Dove sono gli organi  preposti alla tutela del lavoratore?  Dove sono i Sindacati?

Il lavoratore ha il sacrosanto diritto alla sicurezza sul lavoro e il Governo, infatti, ha inserito il tema salute e sicurezza sul lavoro tra le priorità del piano finanziario 2007-2011, insieme agli interventi in tema di lavoro nero e occupazione.

Bisogna intervenire in modo da garantire la legalità ed il rispetto delle regole in tutti gli ambiti lavorativi. Quindi bisogna controllare che le regole siano rispettate e per questo abbiamo visto, ci sono gli organi preposti; ma non solo, manca la cultura su questo tema, bisogna predisporre degli strumenti di educazione, di formazione, di conoscenza in materia di sicurezza e lavoro. E’ vero che i rischi non si possono eliminare e che se un lavoro è pericoloso, rimane pericoloso. Ma proprio per questo ci vuole un’alta professionalità su tutti i fronti.

Se nei bandi pubblici poi, l’unico criterio per la scelta è quello del massimo ribasso, e non quello dell’analisi dei partecipanti alla gara, è chiaro che i rischi sono maggiori e di conseguenza le responsabilità.

Non deve essere il solo aggiudicatario a rispondere e a doversi giustificare, ma anche il committente specialmente se è pubblico. Ecco che la formazione, non solo dei lavoratori, ma anche di chi deve controllare che di solito è un burocrate, può essere uno strumento importante  per i lavoratori stessi sia per la loro stessa tutela, sia per verificare la responsabilità sociale delle imprese.

Lavoro e Sicurezza non devono più essere due concetti a sé stanti, al contrario è necessario che lo Stato, le imprese e anche ogni singolo cittadino – lavoratore promuova e tuteli la sicurezza sul lavoro, propria e altrui.

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Filiera degli sprechi

11 marzo 2011

La filiera degli sprechi continua ad allungarsi e la complicazione delle cose semplici si confermano un’attitudine spiccata dell’amministrazione cittadina.

Ora apprendo che si son spesi 13.000 Euro per commissionare ad una società di mediazione sociale (definizione impegnativa e criptica) un’indagine per sapere come si vive in Piazza San Francesco. Roba da matti. Da sempre rimprovero ai nostri governanti, oltre a tutto il resto, la scarsa attenzione e soprattutto la latitanza in quella funzione che dovrebbe essere primaria per un amministratore, la presenza per le strade, in mezzo alla gente, fra i problemi che quotidianamente vivono i comuni cittadini.

Nel caso specifico si tratterebbe di sedersi su una panchina e guardarsi attorno. Oppure aspettare sotto la pensilina arroventata un bus che non arriva. Oppure più confortevolmente trascorrere una serata bevendo qualcosa in un bar all’aperto.

Ora ci comunicano che faranno altrettanto per il comparto Sala. Al ridicolo non c’è limite.

Che poi siano fondi regionali che se non impieghi non vengono attribuiti, dimostra ulteriore incapacità di definizione degli obiettivi di spesa. In altre parole, anche se i soldi ci sono, questi non sanno come spenderli.

Il fatto che si impieghi un’interfaccia per fare quello che qualsiasi buon amministratore farebbe personalmente, tradisce il timore, l’imbarazzo e l’incapacità ad un confronto diretto con i cittadini, sempre più spesso arrabbiati con “lor signori” che i problemi della città li apprendono dai “survey” o dai “report”, e non vivendoli sulla propria pelle come i comuni mortali.

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COMMENTO SUL PROGETTO “ANTICRISI” del COMUNE

11 marzo 2011

Si capisce che la necessità è maestra di vita e che il bisogno stimola l’ingegno, ma stavolta mi sembra che l’amministrazione, in quanto a creatività, abbia veramente passato la misura. Apprendo dalla stampa della nuova singolare proposta di questi “empori” cittadini dove, per fronteggiare la crisi, i commercianti sono invitati ad allargare la propria offerta di mercanzie verso tabelle merceologiche inusitate e bizzarre.

Negli anno ‘ 60 i grandi Cochi e Renato ci proponevano un tormentone che offriva “tacchi, dadi e datteri” come mix commerciale surreale ed esilarante.

All’alba del terzo millennio, a Pistoia, i deliri della coppia di comici lombardi stanno per diventare realtà.

Alcune considerazioni più serie.

La crisi esiste ed è necessario prenderla sul serio se si vuole porre un argine ai suoi devastanti effetti. Il commercio, a Pistoia, ormai langue  da anni con gli effetti che tutti abbiamo sotto gli occhi. Desertificazione di strade tradizionalmente  vivaci, degrado urbano e progressiva scomparsa di esercizi storici rimpiazzati da franchising e negozi di merci di importazioni a basso costo e di qualità discutibile.

Le responsabilità dell’Amminisrtrazione in tutto questo sono nette e inequivocabili. La mancanza di una politica di lungo respiro (è bene ricordare che la sinistra governa la nostra città da sessant’anni) tendente a salvaguardare le tipicità e le tradizioni della nostrà città. Interventi scoordinati, pasticciati ed a seconda delle emergenze che di volta in volta vengo necessariamente a determinarsi. Non un disegno di urbanistica commerciale che attraverso i decenni avvesse potuto armonizzare nuove esigenze sociali e sviluppo economico del tessuto commerciale. Ripeto, i nostri amministratori hanno avuto 60 anni per combinare qualcosa. Ecco i risultati.

Dopo il grido di dolore che si è levato per via Degli Orafi (come se le altre vie non avessero di che lamentarsi….) ecco un’alzata di ingegno che ci lascia tutti a bocca aperta.

A noi la crisi ci fa un baffo, apriamo il multi store, un po’ quello che nei film dei cow-boy forniva cordami, chiodi, fagioli, tabacco e, magari, una volta la settimana il maniscalco toglieva denti alla bisogna. Questa è dunque, in estrema sintesi, la rivoluzionaria proposta dei nostri soloni.

Se un esercizio commerciale può avere una speranza di sopravvivere e prosperare, questa è legata alla propria capacità di offrire servizi ad elevato contenuto professionale, specializzandosi per raggiungere l’assoluta eccellenza in una nicchia di mercato. Per tutto il resto ci sono i centri commerciali, i supermercati, i mercatoni, gli outlet e chi più ne ha…… La proposta dei nostri amministratori va esattamente nel senso opposto, un po’ di tutto senza specializzarsi in niente. Si parla di medicinali da banco, tanto per fare un esempio. Chiedereste i criteri di somministrazione di un lassativo al vostro attuale macellaio? O che dire di acquistare una pomata per le parti intime dal calzolaio, che come generico potrebbe proporre il mastice. Mi si perdoni la fin troppo facile ironia, ma veramente  viene voglia di urlare ai quattro venti che la nostra città è come quel cieco che veniva guidato da un non vedente. Ogni mattina una nuova trovata e sempre peggiore di quella del giorno precedente.

I ragazzi del Maggio francese inneggiavano alla “fantasia al potere”, perchè non invitate Daniel Cohn-Bendit ad uno dei tanti tavoli da voi organizzati? Il rosso Dany troverebbe il suo sogno realizzato, sembra incredibile, a Pistoia!

Daniela Simionato

Capogruppo Lega Nord Toscana in  C.C:

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COMUNICATO STAMPA: POLIZZE DEL COMUNE

11 marzo 2011

Comunicato stampa riguardante le polizze del comune.

Comun. su POLIZZE Comune

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COMUNICATO STAMPA sull’ Ordinanza prevenzione e degrado

11 marzo 2011

Comunicato stampa inerente all’ordinanza prevenzione e degrado.

COM.ST.Ordinanza prev.degrado

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Discriminazione dei cristiani

11 marzo 2011

Ordine del giorno relativo alla discriminazione dei cristiani.

ODG D.Cristiani

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celebrazioni del 150° anniversario dell’Unità d’Italia

11 marzo 2011

Ordine del giorno relativo al 150° anniversario dell’Unità d’Italia.

Leggi ODG 150

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Non c’è necessità di far aprire altri supermercati

11 marzo 2011

Articolo scritto su “La Nazione” riguardante la non necessità di far aprire nuovi supermercati.

Leggi “Non c’è necessità di far aprire altri supermercati”

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sabato 21 ottobre 2017

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