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Articolo di Simionato apparso sul Tirreno del 24.09.10 su “Indici Isee”

26 settembre 2010

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Conferenza stampa:Cimiteri Islamici

25 settembre 2010 Pubblicato in: Blog | Rassegna stampa | Nessun commento »

Centro storico, terra di nessuno.

25 settembre 2010

CENTRO STORICO, TERRA di NESSUNO 

Eravamo rimasti ad un Pistoia Blues del 2009 carico di buoni proponimenti e qualche azione concreta. Ci ritroviamo a distanza di dodici mesi in una situazione diametralmente opposta.
Passeggiando verso la mezzanotte di venerdì si viene presi da una sensazione di straniamento che mi porta a mettere in dubbio se sia ancora questa la mia città. Vediamo nel dettaglio.

La città dei tarocchi. Ho contato almeno dieci banchi, regolarmente autorizzati, che esponevano mercanzia falsa e contraffatta. Il tutto sotto gli occhi indifferenti della polizia municipale. Non finirò mai di ripetere che la contraffazione è un crimine, tanto più grave se si considera la situazione economica del nostro paese. Si offre la possibilità ad organizzazioni criminali di fare profitti senza opporre nessun ostacolo a tali attività.

La città della porchetta – Un consistente numero di TIR della ristorazione viaggiante stanno presidiando i punti nevralgici del nostro centro storico. Con le loro orribili luci al neon che evocano tristi luna park di provincia. Attività commerciali che arrivano, guadagnano e se ne vanno. Lasciando al massimo la loro quota parte di rifiuti da da raccogliere.

La terra di nessuno – Facendomi largo tra una folla confusa e indistinta, sono arrivata in piazzetta Romana dove la grande concentrazione di persone mi faceva suppore un evento o qualcosa meritevole di attenzione. Niente di tutto questo. Giovani stravaccati in un fetore di alcol e succedanei intenti unicamente a “sballarsi”. E lo stesso un po’ dappertutto. In piazza del Duomo si era appena concluso il conerto di Mario Biondi. Uno spettacolo per famiglie assolutamente decoroso. Due mondi completamenti diversi ed estranei. Le famiglie poi se ne andavano a letto e la città rimaneva ostaggio del popolo della notte con i suoi tamburi in un ossessivo sabba di provincia.
Ormai, e non è un’opinione personale, i giorni del Blues sono diventati il pretesto per un rave party urbano. L’aggressione a “La Bottegaia” o il sequestro di una importante partita di eroina che da Montecatini stava arrivando ad allietare la festa, sono segnali  di un’emergenza sociale che non può essere più ignorata.
Che i miei colleghi consiglieri e, più in alto, dirigenti ed assessori, venissero a fare una passeggiata in centro verso le due del mattino. Forse capirebbero di che cosa stiamo parlando. Vedrebbero una città che non riescono neanche ad immaginare.

Il fatto è che ormai Pistoia ha perduto ogni legame con il Blues e con le sue origini.
Non più elementi di contaminazione socio-culturale che portavano nella nostra città stimoli e provocazioni positive. Soltanto gli effetti collaterali sono rimasti. Pistoia è per una settimana “zona franca” dove si può fare tutto quello che nelle città civili non è ammesso.
Ho apprezzato e difeso per anni quei giorni che portavano a Pistoia di tutto un po’ . Oggi questo è finito. Sono rimaste solo le scorie.
Un ultimo pensiero va ai residenti del “Comparto Sala”. Ho sperato che fossero tutti al mare perchè con questo insopportabile  caldo, questo delirante caos può trasformare queste notti in un vero inferno.

DANIELA SIMIONATO
CAPOGRUPPO LEGA NORD TOSCANA

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Ordinanza contro il degrado

25 settembre 2010

L’Ordinanza Prevenzione Degrado nel Centro Storico che tanto sta facendo infuriare gli operatori commerciali del centro della nostra città è soltanto l’ultimo atto di una storia lunga e tormentata, quella di un’amministrazione che non sa come governare Pistoia, con equilibrio e nell’interesse dei vari gruppi socio-economici. L’ordinanza in questione trova la sua ragione, a detta degli estensori, in una situazione emergenziale che rendeva certe zone del centro di difficile vivibilità. Ho sempre denunciato il degrado: ho presentato circa due anni fa un’interpellanza contro il degrado, i rumori molesti, il bivacco, la sporcizia ecc., chiedendo misure, proponendo soluzioni, e evidenziando i rischi che la nostra città correva. Inascoltata ed irrisa Cassandra, mi si disse che la “movida” era il motore della rinascita di Pistoia, non fui degnata neanche di una risposta. L’escalation della vita notturna pistoiese è stata irrefrenabile, fino a diventare il luogo dello sballo sul quale convergevano giovani di tutta la piana. Il culmine lo si è raggiunto a fine luglio quando grazie all’intervento delle forze dell’ordine è stato impedito un rave-party in via Roma. A quel punto i nostri amministratori, che col centro c’entrano poco, vivendo altrove, hanno cominciato a capire che qualcosa stava andando storto e hanno preso paura. Ecco dunque la genesi di un’ordinanza che di preventivo ha ben poco, essendo stata fatta per porre rimedio ad una situazione esistente da molto tempo e soprattutto prevedibile. Bastava vivere la città come ogni cittadino. Quindi ecco un’ordinanza da stato di polizia, con norme che fanno rabbrividire, se lette con spirito critico e con buon senso: Una città costretta ad emettere un’ordinanza che vieta ai cittadini di defecare e orinare fuori dai luoghi preposti, a che stadio di inciviltà si trova? Il divieto che impedisce ad un titolare di restare dentro il proprio locale chiuso a curare i propri interessi ricorda tanto le norme di polizia vigenti nei regimi totalitari. La cattiva coscienza di chi ha emesso questa ordinanza è confermata dal fatto che si stata promulgata nelle settimana di Ferragosto nel torpore e nell’indifferenza agostana. Siamo seri: Non si governa una città con anni di “lassaiz faire” dove ognuno poteva impiantare un’attività nella stessa piazza, generando un potenziale esplosivo e poi da un giorno all’altro dire basta, tutto vietato. Come residente del centro storico ho sempre difeso i diritti dei residenti alla tranquliità ed alla sicurezza. Ma non posso negare i diritti di quegli operatori commerciali che fino ad una settimana fa avevano fatto i loro progetti basandosi su un a normativa vigente che dopo qualche giorno è stata cancellata “in toto”. Dove sono i nostri amministratori che andavano così orgogliosi della febbrile vita notturna pistoiese? Come succede in questi casi, molti esponenti della maggioranza, messi in un angolo dai propri elettori cominciano a prendere le distanze. Sarà il solito pastrocchio con qualche vittima colpevole di fare quello che tutti hanno fatto fino a dieci giorni fa. Così viene amministrata Pistoia con buona pace delle scelte condivise e della “moral suasion”, termini tanto ricorrenti nei discorsi quanto disattesi nella pratica di governo locale.

Daniela Simionato
Capogruppo LegaNordToscana

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Un passo indietro con le “isole ecologiche”

25 settembre 2010

Durante l’ultima seduta del CC è stata approvata l’istituzione delle cosiddette “isole ecologiche” che rappresenta un passo indietro nel cammino verso una città che rispetti ambiente e cittadini.
Unica nel consiglio ho votato contro e vorrei qui esprimere le motivazioni nei confronti dell’ennesima sciocchezza che l’amministrazione, di fronte ad un’opposizione distratta, vuol far passare con costi aggiuntivi per la collettività.
Premesso che da sempre mi sono battuta per una raccolta differenziata che consentisse di ridurre al minimo ciò che finisce o all’inceneritore o in discarica. Che credo che la raccolta differenziata porta a porta sia un momento importante, l’inizio di quella filiera che, ben lungi dall’essere compiuta, può rappresentare la soluzione del problema. Esiste inoltre un servizio operato dal DANO di prelievo a domicilio di oggetti e attrezzature dismessi che funziona celermente.
Dunque, secondo tutti all’infuori di me, sarebbe bello creare delle aree attrezzate (come?) e custodite dove i cittadini potranno con i loro mezzi, conferire ciò di cui intendono sbarazzarsi.
Considerazioni, Si vorrebbero in tal modo delle piccole discariche diciamo, circoscrizionali che faranno bella mostra di sè per la gioia dei residenti nelle vicinanze. Come potrà il cittadino conferire gli oggetti voluminosi (frigo, mobili etc)? Ciascun cittadino dovrà noleggiare un furgone all’uopo, suppongo. Queste discariche periferiche prevedono del personale e conseguenti costi che graveranno sulla già onerosa bolletta di Publiambiente. Queste isole (meglio chiamarle discariche) dovranno poi essere periodicamente svuotate affinchè i rifiuti confluiscano da qualche parte per il loro trattamento.
Risulta evidente che questa brillante soluzione, così come esposta ha i seguenti effetti. Allungare il percorso dei rifiuti, spargendoli per il territorio. Aumentare i costi. Complicare la vita ai cittadini che dovranno arrangiarsi. Il buon senso respingerebbe senza appello questa peregrina proposta.
Ma l’altra faccia della medaglia vede possibilità di poltrone, consigli, aree di piccolo quanto ambìto potere e tutto ciò che fa della nostra città un feudo del regime.
Infine, e torno al buon senso, esistono delle linee generali di politica ambientale regionale che prevedono la razionalizzazione degli ambiti di intervento. Arezzo, Siena e Grosseto hanno già iniziato le prove generali di interventi in tal senso. il problema dei rifiuti è di tale rilevanza che il livello interprovinciale o regionale sono gli unici che possono fornire risposte adeguate.
A Pistoia tutto il consiglio, esclusa la sottoscritta, ritiene opportuno e conveniente organizzare le “discariche circoscrizionali”.

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sabato 21 ottobre 2017

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